I disservizi delle Poste in riva al Lario tornano di nuovo sul tavolo del ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda.
È il deputato canturino della Lega Nord Nicola Molteni a sollevare di nuovo il caso, chiedendo, attraverso un’interrogazione parlamentare, al ministro Calenda di «sospendere il recapito a giorni alterni portato avanti da Poste Italiane».
«Disagi, ritardi, depositi saturi, lettere in giacenza, recapiti a singhiozzo della corrispondenza: continuano i disservizi postali in provincia di Como – denuncia Molteni – Dopo un leggero miglioramento in seguito alle nostre continue sollecitazioni, la situazione è nuovamente degenerata nell’Altolago e nell’Olgiatese, con gravi danni per i cittadini».
Secondo il parlamentare della Lega si tratta di «un caos seguito alla riorganizzazione del servizio con la consegna a giorni alterni che altro non ha fatto che ripercuotersi negativamente, soprattutto sui piccoli comuni, sulle persone più anziane e le piccole aziende».
Per questo motivo Molteni è tornato a interrogare il ministro Calenda al quale chiede «un intervento immediato e la sospensione del nuovo modello di gestione e recapito a giorni alterni portato avanti da Poste Italiane».
«È giusto che si metta fine ai continui disagi arrecati ai cittadini e alle aziende – conclude il deputato leghista – Poste Italiane è società a capitale pubblico che opera in regime di monopolio con un contratto di programma fissato con il ministero che prevede determinati standard qualitativi, ad oggi per nulla rispettati. Il governo intervenga per ripristinare tali standard».
Concorda sui disservizi anche Stanislao Pisani, coordinatore territoriale di Como per il Sindacato lavoratori delle Poste (Slp) della Cisl dei Laghi.
«I disservizi ci sono e sono dovuti soprattutto alla riorganizzazione del recapito, diventato a giorni alterni – afferma il sindacalista – Così la posta da consegnare diventa doppia il giorno successivo. A questo problema si aggiungono le carenze nell’organico, destinate a peggiorare perché la media del personale è intorno ai 50-55 anni, quindi ci sono dipendenti prossimi alla pensione».
Il nodo principale riguarda la scelta di Poste Italiane di effettuare il recapito a giorni alterni. «Questa tipologia di consegna è stata introdotta con la promessa che si sarebbe poi fatto il punto della situazione, cosa che in effetti avverrà con incontri a livello nazionale, ma dubito che l’azienda possa fare passi indietro», aggiunge Pisani.
Il responsabile territoriale della Slp conferma che tra le zone più colpite dai disservizi figurano l’Alto Lago e una parte dell’Olgiatese, aggiungendo l’area della Bassa Comasca. «In generale sono problemi diffusi un po’ ovunque – spiega Pisani – Sotto le feste natalizie, la situazione peggiora perché aumenta il volume delle consegne, soprattutto dei pacchi. Servirebbero circa settanta persone in più: una quarantina per coprire le carenze di organico, a vari livelli, esistente negli uffici postali, e una trentina per potenziare il servizio di recapito».