Un'immagine dell'impianto di viale Innocenzo

Un’immagine dell’impianto di viale Innocenzo

Il presidente di Comodepur, Alberto Grandi, non usa giri di parole ma un esempio diretto per spiegare l’annosa questione dei cattivi odori che ciclicamente opprimono i comaschi che abitano a ridosso dell’impianto. «Purtroppo è un problema complesso. Quando si rompe una tubatura, non facciamo altro che individuarla, intervenire e ripararla. Ben altra cosa è eliminare i cattivi odori nell’aria. Innanzitutto perché definire cosa siano i cattivi odori e misurarne la loro intensità non è affatto semplice. I cittadini possono infatti avere percezioni differenti – spiega Grandi – Quindi le proteste dei residenti vanno ascoltate ma non possono essere l’unico termine di paragone. Inoltre questo disagio – a fasi alterne e con fastidi maggiori o minori – si riproporrà sempre fino a quando l’impianto si troverà a ridosso delle case. Si tratta pur sempre di un depuratore», spiega il presidente di Comodepur, che annuncia l’incontro di giovedì 22 febbraio con l’assessore all’Ambiente.
«Verificheremo la situazione, ascolteremo cosa avrà da dire il Comune e esporremo quanto fatto in passato per limitare i disagi. Insieme ragioneremo su cosa è eventualmente possibile ipotizzare per rendere meno invasive certe operazioni che necessariamente vanno eseguite nell’impianto, come la raccolta e il trasporto fuori da Comodepur dei fanghi», dice l’avvocato Grandi. Operazione che in passato era stata anticipata alle 6 del mattino per limitare i disagi e che ancora oggi mantiene questo orario. «Facciamo ancora così – spiega il presidente – ma ciò non vuol dire che il problema si risolva. È solo che quando portiamo via questi materiali puzzolenti la gente dorme. Insomma il problema è molto più ampio».

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