Tanti letti in più per i turisti del territorio lariano, forse persino troppi, se si considera l’offerta di bed&breakfast e di case Airbnb, ma servizi per il turismo ancora fermi al palo, come sottolinea il presidente degli Albergatori, Roberto Cassani.
«La crescita dei flussi turistici degli ultimi anni giustifica sicuramente investimenti e ristrutturazioni come quella dell’ex San Gottardo – spiega Cassani – A breve aprirà la struttura di via Manzoni e in febbraio l’Hilton di via Borgovico. C’è poi sempre l’area ex Danzas che ha destinazione turistica anche se non se ne parla più da tempo. Stiamo diventando una località turistica top in Italia, ma la carenza di servizi può ribaltare subito la situazione», ammonisce Cassani.
«L’aumento di ricettività incontrollato e la crescita dei livelli di promozione può avere anche un effetto boomerang – aggiunge – gli albergatori non sono contro forme diverse di accoglienza, l’importante è che ci siano controlli sugli adempimenti normativi e fiscali. La concorrenza fa bene al mercato, ma deve essere concorrenza leale. La recente legge regionale va proprio in questa direzione». Il presidente degli albergatori comaschi punta poi il dito su un’altra questione.
«La stagione deve essere più lunga – spiega – Como deve essere una città turistica a tutto tondo, se si fa turismo solo nei mesi di bel tempo si rischia di avere una città deserta e tutt’altro che viva nel restante periodo dell’anno».
«Credo che vadano fatte subito delle valutazioni – dice ancora – La prima sui trasporti, con la Navigazione e anche con chi si muove con altri mezzi. Serve una rete efficiente di mobilità turistica anche per chi viene a Como in auto. Poi servono iniziative, eventi. I musei devono essere attrattivi e sempre aperti. Non dobbiamo inventare niente, basta guardare altre città che a livello turistico sono al nostro livello come ricettività, ma ci stracciano sul fronte dei servizi».
Cassani si dice orgoglioso che le maggiori catene internazionali di alberghi abbiano scelto Como, ovvero Sheraton e Hilton, ma è anche convinto che l’offerta non deve puntare solo sul lusso o il superlusso.
«Sul Lago di Como abbiamo un turismo variegato, italiano ed estero, europeo, anglosassone, americano, russo e orientale. Si deve pensare a soddisfare tutte le esigenze – dice ancora il presidente e titolare di un noto hotel cittadino, il Metropole Suisse di piazza Cavour – Credo che Camera di Commercio e nuova giunta di Como abbiano una grande occasione per disegnare il futuro del territorio».
Paolo Annoni