Palazzo Cernezzi, sede del Comune di Como

Maurizio Traglio è pronto a correre per le primarie del centrosinistra a Como.
L’imprenditore avrebbe già confermato la sua disponibilità al segretario regionale del Partito Democratico, Alessandro Alfieri e al sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, grande tessitore di un’operazione politica in grado di segnare un’autentica svolta.
A Como potrebbe ripetersi, in termini simili, quanto accaduto a Milano. Con una figura di riferimento del mondo dell’economia (ma anche del centro moderato) che accetta le regole del gioco – le primarie – per arrivare a guidare, forte di una legittimazione popolare, una coalizione ampia, eterogenea e in grado di vincere la sfida finale con il centrodestra.
Come si sia arrivati alla possibile candidatura di Maurizio Traglio alle primarie è storia abbastanza lunga, che merita di essere raccontata.
Tutto è iniziato qualche mese fa dalla parte opposta della barricata. Quando cioè Mario Landriscina – oggi ufficialmente indicato da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia quale concorrente per la corsa a Palazzo Cernezzi – ha scelto di legare il suo nome ai partiti della coalizione neo-conservatrice, rinunciando in via definitiva all’iniziale idea di guidare una compagine totalmente civica.
Da quel momento in poi, un pezzo importante della società comasca ha iniziato a ragionare su una possibile alternativa.
Qualcosa che prendesse le debite distanze soprattutto dal Carroccio di Matteo Salvini, il cui profilo è oggi giudicato incompatibile con una visione (e una politica) liberale ed europeista.
Sulla bilancia ha pesato molto anche il giudizio positivo che una parte consistente del mondo imprenditoriale ha dato della presidenza di Matteo Renzi. Tutti fattori che hanno spinto il gruppo che sostiene Traglio a iniziare un lavoro sotterraneo fatto di incontri, dialoghi, confronti.
Si arriva così alla riunione di lunedì scorso a Bergamo con Giorgio Gori, sindaco Dem della città orobica ed esponente di quell’area liberal capace di conquistare consenso e mietere vittorie elettorali anche nel profondo Nord.
Un uomo, Gori, vicinissimo sia al segretario nazionale del Pd ed ex premier, sia al segretario regionale. In grado quindi di fare da cerniera tra mondi soltanto in apparenza distanti.
Il sindaco di Bergamo ha ascoltato con attenzione la proposta politica proveniente dalla delegazione lariana e ha subito messo in moto il meccanismo di connessione tra i vertici regionali e locali del partito.
I contenuti del colloquio sono rimasti ovviamente riservati e sarebbe anche inutile forzare qualche interpretazione.
Una cosa però è certa: di fronte alla precisa domanda sulle primarie, Gori ha detto in modo esplicito che il passaggio del voto popolare è decisivo.
Primarie sì, quindi. Per conquistare la fiducia sia dei cittadini sia del popolo di centrosinistra, il quale non è più disposto a firmare cambiali in bianco a chicchessia. Tantomeno a Como. Questo è il punto sicuramente più importante di tutta la vicenda. Diversamente da molti altri candidati (o aspiranti tali), Maurizio Traglio non ha posto alcun veto alla consultazione diretta di iscritti e simpatizzanti. Al contrario: si è detto disponibile a rappresentare, nella corsa delle primarie, tutti coloro i quali intendano promuovere per la città di Como un progetto di rinascita.
È del tutto ovvio che il viatico del sindaco di Bergamo – e, indirettamente, della segreteria regionale del Pd – serve a Traglio per non ritrovarsi contro il partito. Ma è altrettanto ovvio che per lo stesso Pd, in cerca da mesi di un nome spendibile per riconquistare Palazzo Cernezzi, sarebbe suicida osteggiare apertamente la candidatura di un imprenditore conosciuto, apprezzato e in grado di contrastare in modo efficace il centrodestra.
Oltretutto, lo stesso Traglio potrebbe ampliare (e molto) il perimetro della coalizione, oggi limitata a Pd e a Como Civica. In caso di vittoria alle primarie, il candidato-imprenditore avrebbe infatti sicuramente il sostegno di una lista civica nella quale confluirebbero spezzoni di società oggi lontani – anche se non ostili – dal centrosinistra.
Le prossime ore saranno decisive. Già oggi sono in programma nuovi incontri. In via Regina si riunisce tra l’altro la segreteria cittadina in preparazione dell’assemblea convocata per venerdì con all’ordine del giorno l’approvazione della bozza di regolamento delle primarie. La data delle primarie sarà invece fissata a livello regionale. Il Pd vorrebbe infatti concentrare in un unico election day tutte le consultazioni interne lombarde.

Dario Campione