«La perizia di variante numero 3 era un bel progetto, a cui avevamo lavorato senza lesinare ore e con grande entusiasmo. Fu un grosso stimolo». «Sacaim? Non mi risulta che abbia partecipato ad aspetti progettuali. Loro erano l’impresa, noi i progettisti. C’era al massimo un contraddittorio fisiologico».
È proseguito ieri a Como il processo alle paratie antiesondazione della città. In aula progettisti ma anche il tecnico comunale che si era occupato – sempre nell’ambito della perizia numero 3 – di redigere la parte elettrica. «Era un progetto complicato – ha detto – Ma era anche un’opera importante, un lavoro immane che non si fa tutti i giorni ed era una notevole esperienza professionale». In aula sono sfilati anche tre imprese edili che avrebbero partecipato alla gara di riqualificazione delle piazze di Como senza tuttavia vincere. Tutti hanno testimoniato di non aver mai visto e di non conoscere l’impresa che è poi finita in aula accusata di aver turbato la gara in concorso con un dirigente comunale. Ultimi testimoni in aula il 20 giugno, poi sarà la volta del valzer dei consulenti delle parti che sono ben 11.

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