I carabinieri di Cantù hanno identificato i presunti componenti del commando

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Rapina aggravata e sequestro di persona in concorso. È l’accusa per i quattro presunti componenti del commando che, nel luglio scorso, ha assaltato un deposito di biciclette di valore a Mozzate e ha preso in ostaggio l’autista di un camion, rilasciato solo alcune ore dopo. Cospicuo il bottino: 180 biciclette per un valore di 200mila euro.

I componenti della banda sono stati tutti identificati dai carabinieri del nucleo investigativo della compagnia di Cantù al termine di un’indagine proseguita per quasi sei mesi.

Gli arresti sono stati eseguiti questa mattina dai militari dell’Arma. Due dei destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare, padre e figlio, erano già in carcere a San Vittore.

Lo scorso 21 luglio tre banditi armati di pistola hanno fatto irruzione in un capannone di Mozzate, deposito merci di un’azienda milanese specializzata nel commercio di biciclette professionali. I malviventi sono entrati in azione subito dopo l’arrivo di un Tir di un’azienda di trasporti, con alla guida un camionista ucraino. La banda, con la minaccia delle armi ha tenuto in ostaggio cinque dipendenti, privati dei telefoni cellulari e ha costretto un operaio a caricare sul Tir le biciclette.

Partendo dalle immagini di alcuni impianti di sorveglianza i carabinieri Cantù sono arrivati ad identificare i quattro presunti componenti del commando.

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