Razionalismo, siglato l’accordo strategico
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Razionalismo, siglato l’accordo strategico

La Casa del Fascio, capolavoro di Giuseppe Terragni La Casa del Fascio, capolavoro di Giuseppe Terragni

(l.m.) «Manutenzione dei monumenti che fanno di Como un museo a cielo aperto dell’architettura razionalista del Novecento, e loro massima accessibilità, a favore dei turisti e dei molti comaschi che non li conoscono». Parola di Attilio Terragni, pronipote di Giuseppe Terragni, padre della Casa del Fascio di Como e presidente dell’Archivio, dal 2016 con sede al Novocomum, che ne tutela l’eredità culturale.

Questo il senso del protocollo d’intesa tra Comune di Como e Archivio Terragni siglato oggi pomeriggio a Palazzo Cernezzi. In prospettiva, c’è l’inserimento di Como nelle città patrimonio culturale dell’umanità tutelate dall’Unesco. Un obiettivo auspicato da almeno un lustro in città.

«Con questo passaggio abbiamo cominciato un percorso culturale, coinvolge diverse parti della città che oggi sembrano sconnesse tra loro – ha commentato il sindaco Mario Landriscina – Il contributo dell’architettura razionalista rappresenta una parte costitutiva della storia millenaria della nostra città e si conferma una eredità che ci conferisce visibilità mondiale. Adesso tocca a noi e alla città sentire tale patrimonio parte della nostra identità e seguirlo con amore».
«Chiederò che l’Asilo Sant’Elia ospiti laboratori di architettura e sia un campus estivo per i giovani» lo ha incalzato Attilio Terragni. Il protocollo è nato insieme con l’assessore all’Urbanistica Marco Butti la scorsa estate. «È un bel cambio di marcia rispetto al passato – rimarca Terragni – Ma per essere ascoltati dall’Unesco serve un lavoro intenso di preparazione. Durerà anni, spero non molti. Dobbiamo presentarci al meglio, e tutta la città va coinvolta: penso anche ai tesori architettonici più antichi come il Romanico. L’importante nella manutenzione è lavorare in sinergia, quando si tocca un edificio del patrimonio storico moderno, vanno cercate soluzioni condivise».

Ma si arriverà al tanto agognato museo razionalista nella Casa del Fascio? «Niente fretta – commenta Terragni – Quando si ha una cosa di valore merita un lavoro sinergico e d’alto profilo come le opere che è chiamato a tutelare. Lavori pubblici, Urbanistica e assessorato alla Cultura lavorino insieme. Solo così potremo tornare a ottenere per la manutenzione dei capolavori del Razionalismo comasco i denari che Como ha ottenuto in occasione del centenario della nascita di Terragni: all’epoca, un milione e mezzo di euro».

«La firma della protocollo – ha commentato  l’assessore Marco Butti – rappresenta un momento simbolico molto importante. Esso non prevede alcuna spesa e potrà essere affiancato anche da altre iniziative simili».

«Lavoriamo già in sinergia con il Politecnico e l’Università di Architettura di Mendrisio – commenta Terragni – e quindi non è un protocollo esclusivo. Ed è allo studio una sinergia con l’Archivio di Stato per la conservazione del nostro archivio».

13 febbraio 2018

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Lorenzo Morandotti lmorandotti@corrierecomo.it


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