Nessun intervento con le forze dell’ordine, ma un blitz “soft”, gestito dalla Como Servizi Urbani, per smantellare il dormitorio di fortuna che da alcuni giorni era stato allestito al livello zero dell’autosilo della Valmulini. I giacigli, almeno una ventina, erano stati segnalati proprio dal “Corriere di Como”. Per evitare il ritorno dei senzatetto, soprattutto migranti che non accedono al centro di prima accoglienza di via Regina Teodolinda, sono state posizionate anche reti di cantiere.

Il caso Valmulini era stato discusso anche durante un vertice in Questura tra i dirigenti della polizia di Stato, i vertici dell’assessorato alla Sicurezza di Palazzo Cernezzi e la direzione di Como Servizi Urbani (Csu), la società che gestisce i parcheggi di proprietà comunale. In precedenza era stato l’assessore alla Sicurezza di Palazzo Cernezzi, Paolo Frisoni, a promettere una soluzione, interessando direttamente la polizia locale, che in questo senso ha però poteri limitati.

Accessi chiusi e autosilo ripulito da coperte e cartoni, ma il problema dei senzatetto rimane e come spesso accade si è semplicemente trasferito. Dalla Valmulini, ai portici di piazza San Rocco, dove da mesi ormai si è insediato un piccolo accampamento, tanto da rendere necessario un wc chimico a servizio degli “ospiti”. «È il momento di aprire un nuovo dormitorio a Como», sottolinea il consigliere comunale Luigino Nessi da sempre impegnato nel volontariato. «Sotto quel portico le persone sono costrette a vivere come animali, occorrono servizi essenziali come le docce», dice ancora Nessi. Il degrado in piazza San Rocco intanto cresce in maniera esponenziale. Rifiuti abbandonati. Ieri sulla strada c’era pure un televisore. I migranti si dividono spazi molto ridotti in una situazione che giorno dopo giorno rischia di diventare ingestibile. Lo spettro della scorsa estate riprende forma.