Partenza tiepida per la campagna invernale dei saldi a Como. Partiti ieri, chiuderanno il 5 marzo. «Mai come nel 2017 le occasioni sono veramente ghiotte – aveva commentato nei giorni scorsi il presidente di Confcommercio Como, Giansilvio Primavesi – La merce da vendere è tanta perché purtroppo la stagione finora non è stata particolarmente proficua». Il numero uno di via Ballarini sottolinea che «la clientela negli ultimi tempi si è fatta sempre più guardinga. Intendiamoci, siamo solo all’inizio dei saldi, abbiamo di fronte una “quattro giorni” ancora in clima di feste natalizie, da giovedì a domenica 8 gennaio. E non siamo delusi, per ora. Diciamo che finora l’andamento va a folate: ci sono momenti in cui i negozi si riempiono, altri in cui si tira il fiato. Ma non ci sono grosse vendite. La gente è sempre molto attenta agli acquisti che compie, dimostra interesse, propensione alla spesa, e non ha modo di lamentarsi degli sconti perché sono obiettivamente attraenti. Ma è guardinga».

Quindi? «Quindi i casi sono due. O la disponibilità di spesa è scarsa, o c’è troppa offerta. E io propendo decisamente per la seconda ipotesi – dice Primavesi – Come detto, sono mancate le vendite in precedenza, i magazzini sono belli pieni, per cui c’è molta scelta e inoltre gli esercizi commerciali sono obbiettivamente tanti. Si ha tutto il tempo, in questi giorni ancora in clima di festa, di selezionare, sondare, scegliere, provare. È anche un gran divertimento, intendiamoci. Che fa bene alla città, nel suo complesso. Per rendere l’idea: ieri ho notato che i ristoranti in centro erano pieni anche attorno alle due del pomeriggio».

Tanta gente in giro, ma vendite fiacche. Quanto conta nell’atteggiamento della clientela l’attrattività di Internet? «In questo momento gli sconti che sono sui prodotti buoni sono inattaccabili e vantaggiosi, concorrenziali anche nei confronti della rete – risponde Primavesi – E poi, vuoi mettere il piacere di provarsi un capo, toccarlo con mano, saggiarne la fattura? Su Internet non puoi. Detto ciò, è innegabile che i negozi fisici devono fare i conti con le vendite online. Per non rischiare battaglie di retroguardia dobbiamo attrezzarci e infatti quasi tutti i negozi si sono agguerriti per avere una presenza anche sulla rete, offrendo vendite e consegne a domicilio tramite un clic. La crisi ci ha messo in condizione di essere ancor più vicini al cliente. E quindi il cliente diventa sempre più esigente. È un circolo vizioso in cui ciò che è una eccezione diventa una regola».

«Noi commercianti siamo disponibilissimi ad adattarci, fa parte del Dna del nostro mestiere, ma i problemi nell’adattarsi alle nuove tendenze ci sono. È la prima volta che vedo i clienti impiegare il doppio del tempo per fare un acquisto, anche se il prodotto è scontato. Sono diventati più esigenti. Como è un grande centro commerciale all’aperto, anche se subisce la concorrenza di realtà come i centri della vicina svizzera come il Fox Town di Mendrisio. Ma i commercianti devono avere una mano concreta – conclude Primavesi –  Prendiamo esempio dal Comune di Cannes in Francia. Ho ricevuto una locandina che parla di 3mila negozi con marche prestigiose nella città del festival del cinema, e per godere di tale offerta il Comune mette a disposizione, cito, “oltre 10mila posti auto, più di 31 parcheggi, con la prima ora di sosta gratis”. Ecco un bello spunto per il dibattito sul piano del traffico. Ho mandato la locandina come regalo di Natale e spunto di discussione ai nostri amministratori locali, all’attuale sindaco e anche ai futuri candidati alla poltrona di primo cittadino».