Non vedremo più papà e mamme, fratelli maggiori, nonni e nonne, zii e cugini impegnati con vernici e pennelli, chiodi e colla nelle scuole comunali di Como.
Non li vedremo più, impegnati in opere di manutenzione volontaria (che spesso coincidono con la bella stagione) per rendere più vivibili i luoghi in cui i loro cuccioli condividono il sapere.
Non potranno più farlo, a meno che non abbiamo adeguata polizza assicurativa. Che un tempo era coperta dal Comune. Ma i bei tempi sono finiti.
Il fulmine scoppia nelle riunioni di fine anno dei rappresentanti di classe con il corpo docente dei vari plessi. E nelle riunioni dei relativi comitati genitori, che si autotassano a suon di lotterie per dotare le scuole di lavagne digitali e aule decenti. Il Comune ha stoppato ogni intervento già programmato, sentito il proprio ufficio legale. Ne ha dato notizia ai dirigenti scolastici in una riunione la settimana scorsa. Paradosso della burocrazia, lo stop riguarda anche i lavori già programmati, in procinto di partire e su cui lo stesso Comune si era impegnato economicamente, per aiutare i volontari nell’acquisto dei materiali.
«Tutto parte da un recente pronunciamento della Corte dei Conti – spiega l’assessore all’Istruzione del Comune di Como nonché vicesindaco, Silvia Magni – Prescrive che al Comune non compete se non in casi particolari farsi carico della copertura delle spese assicurative. Ed è quindi un problema non solo di Como ma di tanti altri comuni del territorio lariano».
«È un problema anche per le associazioni genitori – sottolinea Magni – Tra l’altro non tutte sono tali, come avviene ad esempio ad Albate e Como Nord (anche a Prestino, ndr); altrove sono solo comitati che nascono spontanei. Sentito l’ufficio legale di Palazzo Cernezzi noi comunque abbiamo sospeso ogni attività, con l’indicazione che gli interventi si potranno effettuare solo da parte di coloro che hanno adeguata copertura assicurativa, potendo contare su forze all’interno dei singoli plessi o su forze esterne. Penso ad esempio ai volontari di Legambiente che mi risulta ne siano regolarmente dotati. Con l’ufficio legale ci siamo presi un po’ di tempo per valutare le situazioni e trovare soluzioni», conclude il vicesindaco Magni.
Poi il problema passerà all’agenda della prossima giunta del capoluogo.