La foto satellitare del secondo cerchio elaborata da Gaspani e pubblicata lo scorso anno

La foto satellitare del secondo cerchio elaborata da Gaspani e pubblicata lo scorso anno

Il “Grande cerchio” di età preistorica del Sant’Anna – struttura circolare di quasi 70 metri di diametro, si dibatte se con scopi rituali o astronomici – si conferma mistero archeologico.

La struttura del VI secolo a. C. che non ha eguali in tutta Italia avrebbe un fratello, come ha spiegato in un articolo lo scorso anno l’archeoastronomo dell’Osservatorio di Brera Adriano Gaspani.

Lo studioso ha riscontrato da foto aeree e satellitari scattate a partire dal 1958 che i cerchi sono due (tre dato che ve ne sarebbe uno interno): di fatto ecco spuntare grazie agli obiettivi capaci di inquadrare il giornale che state leggendo da 600 chilometri di altezza un ulteriore cerchio di pietra a circa 150 metri a Sudovest da quello sepolto accanto al Sant’Anna. Giace a circa un metro di profondità. Gaspani si appresta a pubblicare su una rivista internazionale un’altra foto del secondo cerchio, di cui ha analizzato lo “strato” infrarosso.

«È stata scattata l’anno scorso da un satellite della flotta europea “Copernicus” – dice – e al 93% è attendibile. Confermerebbe anche la presenza di grandi pietre allineate (ipotizzo in base a calcoli astronomici) all’interno del cerchio». Il quale avrebbe un diametro dell’ordine di 60 metri.

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