silvana_rava_autore_smallL’AUTORE
Silvana Rava, quando la tavolozza ha il pollice verde
Silvana Rava (nella foto, click per ingrandire) è nata a Lenno. Dal 2003 insegna pittura botanica presso la Società Ortofloricola Comense, e dal 2010 all’Orto Botanico di Pisa. Nel 2004 è entrata in  “Floraviva”, associazione pittori botanici italiani di cui è  oggi vicepresidente e grazie alla quale ha partecipato a  esposizioni in sedi prestigiose come i Kew Gardens di Londra. Nel 2008 viene premiata dalla Royal Horticultural Society presso il “London flower show” con la Gold medal, grazie ad una serie di dieci tavole sulle piante medicinali del Lago di Como; una di queste, il Cyclamen europaeum, è entrato nella collezione della Lindley Library del prestigioso sodalizio britannico.


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L’OPERA
Pittura botanica, una tradizione che insegna ad amare la natura
Lorenzo Morandotti
La pittura botanica, arte soprattutto femminile per le doti di pazienza e precisione che implica, non è una nicchia, un hobby, un esercizio di tecnica o di stile, una mera illustrazione che vuole sostituirsi alla fotografia. Racchiude a ben vedere molteplici significati (tra i più insistiti, la vanità delle cose terrene e la fugacità della vita umana) e ha una origine antichissima, che tra gli altri ha raccontato, sul versante del mito, l’erudito comasco Plinio il Vecchio nella sua  Naturalis Historia: vi si narra infatti come il pittore Greco Pausias dipingesse i fiori delle ghirlande che la sua amata Glicera andava intessendo. A questa leggenda si ispirò Jan Bruegel il Vecchio, il grande pittore fiammingo del Seicento specializzato appunto nella pittura floreale.
Un percorso che è giunto a maturazione con maestri di assoluta grandezza come Leonardo da Vinci e Albrecht Duerer, grazie ai quali è nato il vero e proprio  disegno botanico con una vocazione artistica e scientifica nello stesso tempo, che emerge da un diretto contatto con la natura. La raffigurazione realistica delle essenze vegetali ha ancora oggi legioni di estimatori in ogni parte del mondo, specie in quello anglosassone. Tiene alta la bandiera, sul Lago di Como, Silvana Rava, tra l’altro giustamente premiata a Londra per la passione profusa nel dialogo con piante e fiori.
Per la collezione di  “Lario ad Arte” ha riunito una serie di essenze del territorio lariano. Un “hortus conclusus” che va ammirato non solo per la sua bellezza ma per i significati simbolici che reca con sé. È ad esempio il caso della peonia (Paeonia officinalis) qui a fianco: nota fin dai tempi di Omero per le sue virtù medicinali (guarisce da convulsioni, cicatrizza le piaghe, cura l’insonnia e… allontana gli spiriti maligni),  deve il  nome al medico mitologico Paeon, allievo di Esculapio che, con le radici di queste piante, guarì Plutone dalle ferite causategli da Ercole. Torniamo al magistero di Plinio il Vecchio per conoscerla meglio: la Naturalis Historia nomina infatti la peonia come il fiore più antico tra quelli coltivati nel suo tempo. Un invito, quello di Silvana Rava, ad amare la natura come sede  – preziosa, fragile e necessaria – della bellezza. L’artista dallo scorso  27 marzo, con l’allieva Claudine Pasquin, ha l’onore di vedere esposte presso i Kew Gardens di Londra, per un intero anno, alcune opere selezionate dalla gallerista Shirley Sherwood, titolare della Gallery of Botanical Art, l’unica galleria al mondo dedicata all’arte botanica.

GALLERIA  (clicca su una immagine per visitare la Galleria)