Silvio Berlusconi si conferma tifoso di Como. In occasione del suo ottantesimo compleanno, ha concesso un’intervista ad Alfonso Signorini per il settimanale “Chi”, in edicola oggi. In cui rievoca tra l’altro quello che considera il «giorno più felice» della sua vita. È un ricordo tutto comasco, quello del giorno in cui il padre Luigi, antifascista rifugiato in Svizzera dopo l’8 settembre 1943, rientrò in Italia raggiungendo la famiglia a Oltrona San Mamette, dove i Berlusconi erano sfollati per sfuggire ai bombardamenti. Silvio era a Oltrona con la mamma, Rosa Bossi, la nonna paterna nativa proprio di Oltrona, i nonni materni e alcune zie. Silvio aiutava il nonno materno nella raccolta delle patate e del granturco. Rimase in paese fino al 1945, frequentò le elementari, la parrocchia e l’oratorio. A sorpresa, il 19 luglio scorso, il cavaliere ha fatto ritorno a Oltrona, in compagnia della figlia Marina, per rivedere i luoghi della sua infanzia, concedendosi un bagno di folla e un gelato in piazza, oltre che un incontro con le autorità.
«Avevo solo nove anni ma quel giorno lontano lo ricordo come fosse ieri – dice a Signorini Berlusconi parlando del ritorno del padre a Oltrona – Quando scese dal treno che arrivava da Como mi prese in braccio e mi portò tra le braccia fino a casa, mentre io lo riempivo di baci. Ecco, quello è stato il giorno più bello della mia vita. I giorni più tristi, invece, sono stati quelli della scomparsa dei genitori, in particolare della mamma Rosa. Perderla è stata una sofferenza profonda».
Proprio a Rosa Berlusconi è legato un altro ricordo intenso del cavaliere: per il 96° compleanno della madre, organizzò una grande festa al Teatro Sociale di Como.