Edgardo Arosio

Edgardo Arosio

Il Tar della Lombardia gela le speranze del sindaco di Cantù Edgardo Arosio che torna a essere incompatibile con la carica di primo cittadino. I giudici della quarta sezione del Tribunale amministrativo della Lombardia hanno infatti annullato la determinazione dirigenziale con cui il Comune di Cantù, con procedura di autotutela, aveva azzerato l’assegnazione del servizio di trasporto funebre al Consorzio canturino pompe funebri, tra i cui soci figurano il fratello del sindaco, Armando, e la moglie di quest’ultimo, Ornella Zanfrini.
Proprio la sussistenza di un contratto stipulato dall’amministrazione comunale con un’impresa, il Consorzio Zanfrini, che vede tra i soci nonché amministratori il fratello e la cognata del sindaco, costituisce causa di incompatibilità per chi ricopre cariche politiche. La legge, infatti, vieta ai sindaci di avere parenti fino al secondo grado che siano «appaltatori di lavori o di servizi comunali» nel comune in cui vengono eletti.

Va precisato che il contratto di appalto tra il Comune e il Consorzio Zanfrini era stato sottoscritto il 26 maggio 2017, prima dunque delle elezioni amministrative di metà giugno. Il 26 luglio il Comune ha annullato d’ufficio, per una serie di presunte irregolarità nella procedura di affidamento, tutti gli atti con cui il servizio di trasporto funebre era stato appaltato al Consorzio Zanfrini. Quest’ultimo ha però presentato ricorso al Tar contro tale decisione, chiedendone l’annullamento.
Ora il Tar dà ragione al Consorzio Zanfrini, giudicando illegittimo l’annullamento dell’appalto perché «non risultano minimamente provate le ragioni di pubblico interesse» che hanno portato il Comune a tale decisione. I giudici ordinano pertanto al Comune di ripristinare l’appalto con il Consorzio e, di conseguenza, Arosio torna a essere incompatibile con la carica che ricopre.
I giudici amministrativi hanno in sostanza sottoscritto quanto evidenziato dai legali del Consorzio, i quali lamentavano il fatto che, come si legge nella sentenza del Tar pubblicata oggi, «il Comune avrebbe disposto l’atto di ritiro unicamente per risolvere la questione dell’incompatibilità del sindaco». Una tesi fatta propria dai giudici della quarta sezione del Tar che, oltre a ritenere illegittimo l’annullamento dell’appalto, mettono nero su bianco che «il procedimento di autotutela trova la propria vera causa nella necessità di rimuovere la situazione di incompatibilità».
Resta ora da vedere se Edgardo Arosio farà ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar. Al momento il sindaco e il legale dell’amministrazione comunale hanno scelto la via del silenzio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*