Racconti di sport ed emozioni al Panathlon di Como, che ha ospitato una serata dedicata agli sport invernali, con grandi firme di oggi e di ieri.
Dopo i saluti del presidente Achille Mojoli, il primo intervento è stato del comasco Andrea Panzeri, che fa parte della commissione medica della Federazione, che ha introdotto il primo ospite, l’azzurra Nadia Fanchini. La sciatrice ha raccontato della sua carriera costellata dagli infortuni e del fatto che anche dopo gravi problemi fisici si sia sempre ripresa.
«Non mi sono mai arresa – ha spiegato – Ho toccato il fondo ma non ho mollato. Ho fatto tanti sacrifici e ho nel cuore tante piccole vittorie: non necessariamente podi, ma anche l’aver superato momenti difficili. Non ho rimpianti».
Un argento e un bronzo mondiale, tredici medaglie in Coppa del Mondo, Nadia Fanchini ha partecipato anche alle ultime Olimpiadi a PyeongChang. «Purtroppo non ero al meglio della condizione», ha detto. Nel supergigante si è piazzata dodicesima, nella discesa libera (vinta da Sofia Goggia) è caduta.
Nadia ha anche parlato della sorella Elena, costretta a uno stop forzato, dopo la diagnosi di un tumore. «All’inizio la notizia mi ha abbattuto, non lo nego, ma poi è stata proprio Elena a darmi forza – ha detto – Sta lottando, come ha sempre fatto, sta meglio, anche se il suo è un percorso lungo».
Dopo Nadia Fanchini si è passati allo sport paralimpico, con i racconti del giornalista Claudio Arrigoni («In queste discipline si osservano storie che consentono di vedere l’abilità e non la disabilità» ha spiegato) e Santino Stillitano, comasco della Nazionale di sledge hockey, pure reduce da PyeongChang. Stillitano, che non è professionista, si è soffermato sui sacrifici quotidiani e sull’amarezza per il quarto posto – quindi con medaglia sfiorata – nel torneo paralimpico in Corea del Sud.
A chiudere la serata, le parole di Giuliano Giardini – azzurro di discesa libera ai Giochi di Lake Placid nel 1980 – e della promessa comasca dello sci Nicolò Molteni, atleta della Nazionale italiana B.
M.Mos.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*