“Cinquant’anni di teatro con Giorgio Strehler” è il titolo del racconto per immagini con cui lo scenografo comasco Ezio Frigerio, «l’uomo con la valigia» il cui orto come diceva Giuseppe Pontiggia il grande scrittore sue conterraneo «si è ingrandito fino a coincidere con il pianeta» testimonia un’esperienza artistica e umana straordinaria, quella che lo ha legato al “suo” regista (di cui ricorre il ventennale della morte). Un sodalizio intenso che ha lasciato una traccia indelebile nella storia del teatro europeo.

Il volume è edito da Skira, e in oltre 170 pagine illustrate racconta la genesi di 23 spettacoli a partire dalla scenografia. Frigerio racconta il continuo confronto-scontro con Strehler. In appendice al volume, in una lunga intervista rilasciata alla giornalista Maria Grazia Gregori, Frigerio rievoca le tappe di un’amicizia durata mezzo secolo sotto la luce intensa del teatro. Un libro che è uno spazio emozionale, oltre che un’esperienza visiva e testuale perchè permette di rivivere i momenti di spettacolo e le grandi emozioni che il teatro di Strehler e le scenografie di Ezio Frigerio hanno suscitato nel pubblico. «Parlare per immagini e non per documenti, per ricostruzioni di emozioni e non per antiche foto», è il motto di Frigerio.

Intanto Milano è immersa nel fitto programma di commemorazioni di Strehler, a vent’anni dalla scomparsa. Il capoluogo lombardo celebra con due mesi di iniziative uno dei suoi più importanti figli adottivi (era triestino), artefice della rinascita culturale della città nel secondo dopoguerra con la fondazione del Piccolo Teatro.
Il gran finale sarà il 24 dicembre, con la proiezione sulla facciata di Palazzo Reale di Giorgio Strehler recitante i “Memoires” di Carlo Goldoni (il suo grande progetto incompiuto), mentre sempre a Palazzo Reale, dal 2 dicembre, verrà ospitata una retrospettiva sul regista. Dove la mano sapiente e poetica di Ezio Frigerio non mancherà di spiccare.