Tagli agli uffici postali, l’ira dei sindaci

L'ufficio postale di Anzano del Parco L’ufficio postale di Anzano del Parco

Sindaci sul piede di guerra per salvare gli uffici postali lariani che vanno verso la chiusura definitiva, come prevede il piano di rimodulazione approntato da Poste Italiane. In provincia di Como, l’intenzione è di tagliare gli sportelli di Tremezzo, Camnago Faloppio, Bulgorello di Cadorago e Como 3, quello che ha sede in via Diaz ed è di fatto chiuso da un anno – in via cautelare – per problemi di agibilità.
«Mi batterò affinché l’ufficio di Bulgorello resti aperto – spiega il sindaco di Cadorago, Paolo Clerici – Sto per inviare una lettera ai vertici di Poste Italiane, perché non si può chiudere un ufficio con un bacino d’utenza di 4mila persone e che andrebbe anzi rilanciato. Le Poste devono restare sul territorio e proporrò anche una raccolta di firme».
«Difenderò le ragioni del mantenimento dei servizi nel comune di Tremezzina – spiega il sindaco e parlamentare del Pd Mauro Guerra – A mio avviso non esistono le condizioni normative per la chiusura dell’ufficio di Tremezzo anche perché la legge Delrio dice chiaramente che i comuni oggetto di fusioni non possono essere penalizzati».
Più cauto il sindaco di Faloppio, Eugenio Aiani. «Già in passato – dice il primo cittadino – avevano manifestato l’intenzione di chiudere Camnago ma avevamo ottenuto un’apertura a giorni alterni. Certamente però in caso di chiusura chiederei perlomeno un potenziamento dell’ufficio della nostra frazione di Gaggino».
Non solo chiusure, però, sul Lario. In provincia di Como, infatti, il piano di Poste Italiane prevede anche una rimodulazione oraria, a giorni alterni, che dovrebbe interessare 18 uffici. Nessuna certezza sui dettagli, al momento, anche se tra le zone più colpite ci sarebbero l’Altolago e la sponda orientale del Lario.
I diciotto uffici aperti a giorni alterni, infatti, potrebbero essere quelli di Alserio, Anzano del Parco, Blevio, Brunate, Castelmarte, Cima di Porlezza, Colonno, Drezzo, Laino, Lanzo d’Intelvi, Nesso, Plesio, Pognana Lario, Rodero, Ronago, Sormano, Torno e Valsolda.
«Il taglio degli sportelli e la riduzione degli orari ha dell’assurdo, al di là delle dimensioni dei comuni e dei costi di gestione. Il servizio deve continuare a funzionare regolarmente e senza interruzioni, non ci possono andare di mezzo i lavoratori, né i cittadini. Proprio questa mattina, ho firmato una mozione nella quale chiedo l’impegno del presidente e della giunta regionale ad adottare ogni iniziativa strutturale per tutelare i lavoratori e i cittadini». Così in serata è intervenuta ieri Daniela Maroni, consigliere regionale della lista Maroni Presidente.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.