I medici
(a.cam.) «Lavoriamo in un ospedale che è all’avanguardia e la tecnologia è molto importante. Il rischio però è che si possa trascurare l’aspetto umano. Sommersi da un esasperato tecnicismo, abbiamo difficoltà a recuperare il dialogo con il malato e l’ascolto dei suoi bisogni». Il medico del Sant’Anna Cesare Guanziroli, a nome dei camici bianchi, ha sottolineato i problemi incontrati nel passaggio al nuovo ospedale e all’attuale modello organizzativo: «Vogliamo essere protagonisti nella cura del malato – ha precisato – e dobbiamo avere più tempo e più spazio per l’ascolto e l’accompagnamento della sofferenza».
«Il lavoro di squadra è fondamentale – ha aggiunto la collega Licia Snider – Purtroppo abbiamo poco tempo per il malato. Il modo di confrontarci con il paziente deve essere prioritario». Il presidente dell’Ordine dei medici Gianluigi Spata ha posto poi l’accento sul «potere terapeutico della parola, da non trascurare».

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