Il Viadotto dei Lavatoi nella fase di chiusura completa

Il Viadotto dei Lavatoi nella fase di chiusura completa

La riapertura del Lido di Villa Olmo resta più che mai incerta. E anche i tempi per accertare eventuali responsabilità per i problemi del viadotto dei Lavatoi sono lunghi, nonostante l’avvio degli accertamenti tecnici urgenti.
Le novità sulle vicende più determinanti per l’amministrazione del capoluogo passano sempre più spesso dalle aule dei tribunali più che da Palazzo Cernezzi. Al punto che ieri è stata convocata una riunione apposita della prima Commissione (fortemente voluta da Alessandro Rapinese e dai consiglieri della sua lista Fulvio Anzaldo e Ada Mantovani) per fare il punto sui contenziosi legali che stanno dettando l’agenda dell’amministrazione del capoluogo. «Deve essere chiaro che non vogliamo fare una sorta di inquisizione – ha spiegato in apertura Anzaldo – Rappresentiamo i cittadini come consiglieri e in questo senso è giusto chiedere chiarimenti, senza voler fare atti d’accusa né entrare nel merito delle strategie difensive. Vogliamo solo chiarimenti su vicende importanti per la città, è il nostro ruolo nell’interesse di tutti».
Il viadotto, innanzitutto. L’attività di accertamento tecnico preventivo disposta dal Tribunale si annuncia lunga e c’è attesa per il sopralluogo delle parti chiamate in causa per possibili danni. Il Comune ha trasmesso la documentazione anche alla Corte dei Conti. Ma solo in un secondo momento sarà possibile pensare a eventuali richieste di risarcimento.

Il Lido Villa Olmo

Il Lido Villa Olmo

«Solo all’esito dell’accertamento tecnico si potrà decidere fondatamente e motivatamente nei confronti di chi eventualmente agire o non agire», ha detto Antonietta Marciano, dell’ufficio legale del Comune di Como. Incertezza anche sulla possibilità di riaprire il Lido di Villa Olmo per la stagione estiva, alla luce del contenzioso sull’affidamento della gestione, prima data e poi revocata alla Sport Management.
Il Comune ha difeso la scelta di revocare l’assegnazione per una presunta «falsa dichiarazione» del vincitore. Su questo però è in atto una battaglia legale che non si sa quando sarà definita. Nell’attesa, se verrà accolta la sospensiva chiesta dai privati la Sport Management potrebbe proseguire nella gestione del Lido. Diversamente, l’incarico potrebbe essere assegnato alla società che si è classificata terza nel bando, visto che anche la seconda è già stata esclusa. Nessuna certezza dunque, in attesa degli sviluppi.
«Sarebbe stato assurdo per noi assegnare un appalto pubblico in presenza di una falsa dichiarazione – ha sottolineato il segretario generale Andrea Fiorella – Per quanto ci riguarda abbiamo fatto anche la relativa denuncia».

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