Ha cercato di infastidire una commessa che stava lavorando in un negozio in centro città. Ha cercato di baciarla, di abbracciarla, di forzare uno scambio senza che l’altra lo volesse.
E quando un collega della commessa ha cercato di intervenire per mettere fine a quel tentativo molesto, ha rimediato una aggressione e 10 giorni di prognosi al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Anna di San Fermo della Battaglia.
Una ragazza di 22 anni residente a Olgiate Comasco è stata arrestata e processata ieri mattina per direttissima. Ha scelto la via del patteggiamento a sei mesi di pena.
L’episodio turbolento è andato in scena lunedì sera poco prima dell’orario di chiusura dell’attività.
La ragazza – secondo quanto raccontato dai presenti – avrebbe cercato un approccio con una commessa di un negozio del centro storico.
Attenzioni non ricambiate, tanto che un collega della vittima è poi dovuto intervenire per salvare la ragazza dalle pressioni della 22enne.
Ma l’uomo ha fatto appena in tempo a mettersi in mezzo alle due che ne è nata una violenta reazione da parte della giovane. Pugni al volto che hanno poi causato lesioni e una prognosi di 10 giorni come da referto presentato ieri in aula e firmato dal pronto soccorso del Sant’Anna.
Nel frattempo tuttavia – tra il fuggi fuggi dei clienti che si trovavano nel negozio – una terza commessa ha chiamato le forze dell’ordine e sul posto sono arrivate le volanti della polizia di Stato.
All’ingresso degli agenti la scena non è migliorata.
Anche i poliziotti sono infatti stati bersagliati dagli insulti della 22enne a quel punto completamente fuori di sé.
Gli agenti hanno dovuto faticare per far desistere la ragazza e per poi farla salire sulla volante e trasportarla in Questura per essere identificata.
Immediatamente è partita anche la segnalazione alla Procura della Repubblica di Como dove il pubblico ministero Massimo Astori ha disposto l’arresto della ragazza di Olgiate Comasco in attesa del processo con il rito direttissimo che si è tenuto ieri mattina in tribunale.
La 22enne, di fronte al giudice monocratico, ha infine scelto di patteggiare la pena a 6 mesi ed è poi tornata in libertà.
M.Pv.