Cultura e spettacoli

Terme di viale Lecco, ci pensa il Touring

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Il tesoro archeologico
Appello per i volontari che cureranno le visite guidate

Il Touring Club dà una mano concreta alla cultura comasca. Cerca infatti nuovi volontari per aprire al pubblico un patrimonio unico dell’antichità, le terme romane di viale Lecco, donate ai comaschi da Plinio il Giovane e situate sotto l’autosilo del Valduce.
Dal 2014 il Touring con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia e Valduce Servizi, inserirà infatti le terme di Como romana tra i siti che già aderiscono all’iniziativa culturale dedicata ai siti di pregio poco

visibili “Aperti per Voi” che già è attiva in altre 18 città. Le terme sono valorizzate dal percorso pedonale incastonato nel nuovo autosilo dell’ospedale Valduce ma di fatto il pubblico non le può conoscere da vicino se non in particolari occasioni. In passato, visite guidate sono state organizzate con l’apporto fondamentale della Società Archeologica Comense.
I “Volontari per il Patrimonio Culturale” reclutati dal Touring adesso scendono in campo per sopperire alla carenza di personale e accoglieranno i visitatori del sito il martedì e il giovedì dalle 10 alle 14 e il sabato dalle 10 alle 18, permettendo loro di ammirare il grande complesso di età romana portato alla luce nella sua porzione meridionale negli anni ’70, in occasione di lavori non controllati per un parcheggio sotterraneo. Il sito archeologico, risalente alla seconda metà del I secolo d.C., era costituito da ambienti rettangolari (probabilmente frigidari) alternati ad ambienti a pianta ottagonale (calidari), due dei quali raccordati da un’aula biabsidata. Quando il complesso venne abbandonato (III secolo d.C.), l’area venne adibita alla sepoltura dei defunti per poi ospitare una fornace forse dedicata alla fusione di oggetti in vetro o metallo.
il sito
Le terme sono un documento archeologico unico. Sotto i piloni dell’autosilo si estende su oltre 2.500 metri quadrati un vasto complesso di reperti con pilastri enormi, che dovevano sorreggere volte immense. Un sistema architettonico imponente (un lungo porticato quasi intatto corre lungo viale Lecco) di cui Como deve andare fiera. Durante gli scavi sono stati riempiti 300 scatoloni di intonaci dipinti, ad esempio, a documentazione di una struttura riccamente decorata. Siamo di fronte a un complesso di dimensioni enormi, che il compianto storico dell’antichità e dell’archeologia romana Giorgio Luraschi suppose «pari all’attuale Duomo di Como». Possiamo infatti ipotizzare, sulla scorta dei suoi studi, che l’area delle terme coprisse un’area trai 4mila e gli 8mila metri quadrati. Insomma, un edificio che ha pochi paragoni in Italia, più grande delle terme di Pompei e di quelle di Leptis Magna. In epoca romana le terme non erano solo una “spa” ma comprendevano varie strutture aggiuntive, che le facevano diventare una agorà di lusso: avevano palestre e spogliatoi, locali per massaggi e probabilmente anche un lupanare annesso.
Diventare volontari è semplice, basterà seguire un adeguato corso di formazione. Info presso l’ufficio turistico Iat di piazza Cavour 17 a Como (lun-sab dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 17, tel. 031.26.97.12) e su www.apertipervoi.it.

Nella foto:
Una visita al complesso delle terme romane sotto l’autosilo del Valduce in viale Lecco nel 2011 (foto Sergio Baricci)
5 Febbraio 2014

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Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


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