Per il consulente della Procura, l’uomo è incapace di intendere e di volere. E, in aggiunta, è pericoloso per la propria incolumità, motivo che consiglia di revocare i “domiciliari”per una misura di sicurezza nella casa di cura in cui si trova. Si avvia dunque verso la non punibilità la drammatica vicenda che risale al mese di febbraio quando in via Canturina ad Albate, un uomo uccise la moglie a coltellate mentre dormiva in quanto non sopportava l’idea che la consorte di una vita fosse malata.

Armando Molteni, 82 anni, ex vigile, tentò poi a sua volta di togliersi la vita senza riuscire nel proprio intento. L’intervento del figlio – e la chiamata alle forze di polizia e al 118 – evitò una tragedia ancora più grande. La vittima, 78 anni, era stata colpita a morte da più coltellate inferte mentre riposava. L’uomo, che era deciso a togliersi la vita e che si era auto inferto lesioni al collo e alle braccia, aveva lasciato una lettera poi finita agli atti dell’inchiesta, nella quale chiedeva perdono ai figli per il suo gesto, spiegando di non riuscire a sopportare la malattia della moglie con la quale aveva condiviso l’intera vita.

L’82enne, secondo alcuni conoscenti, nei giorni precedenti all’accaduto era apparso provato e particolarmente pallido. Diceva di non sentirsi in forma e di soffrire di insonnia. Sintomo probabilmente di un malessere ben più grave e di più profondo che il consulente della Procura, nominato dal pubblico ministero Simona De Salvo, ha poi confermato dichiarando l’uomo completamente incapace di intendere e di volere, oltre che pericoloso per la propria incolumità. Quel giorno di febbraio il figlio – non sentendo i genitori ma sapendo che avrebbero dovuto trovarsi in casa – aveva deciso di andarli a trovare. Ma al suo ingresso nell’abitazione si trovò di fronte alla scena straziante, con il padre ferito e la madre già morta. L’uomo fu poi ricoverato al Sant’Anna per le lesioni che si era auto-inferto nel tentativo di togliersi la vita. Tagli profondi ma che i medici riuscirono a medicare e a guarire.