© Foto Antonio Nassa

L’unica vera incognita del finale di partita è il pubblico pagante. O meglio, votante. Il primo ballottaggio estivo della storia amministrativa potrebbe riservare l’ennesima sorpresa negativa, ovvero un ulteriore svuotamento delle urne. Dopo un primo turno all’insegna della fuga dal voto, i segnali di un astensionismo ancora più accentuato sono chiari. A decidere il governo delle città più importanti della provincia lariana sarà quasi sicuramente una minoranza di elettori. D’altronde, è sempre stato così: da quando esiste il sistema di elezione diretta del sindaco, nei ballottaggi il numero dei votanti è sempre drasticamente calato.

La conferma di questa situazione arriva dal dato delle ore 12 indicato dalla prefettura: alle urne per il momento solo il 12,65% degli elettori. Nel dettaglio, a Como 12,21 contro il già basso 17,96 del primo turno, a Cantù 12,49 contro 15,44, a Erba poco meglio (15,36 contro 21,93).

Cinque anni fa, a Como, si passò dal 60,31% del primo turno al 42,73% del secondo; più o meno lo stesso avvenne a Cantù, dove le percentuali furono del 61,22% al primo turno e del 48,27% al secondo; a Erba, invece, l’astensionismo fu un po’ minore sia al primo turno (65,39%) sia al ballottaggio (54,15%), ma in quindici giorni si perse per strada in ogni caso oltre il 10% degli aventi diritto.

Quest’anno il dato di partenza è molto peggiorato. Al primo turno, infatti, nel capoluogo ha votato meno della metà degli elettori (49,12%), a Cantù si è recato alle urne il 50,38% dei cittadini mentre a Erba la percentuale è stata più alta (61,21%) sebbene inferiore a quella del 2012. In totale, sono 116.229 i residenti chiamati a esprimersi sul futuro governo delle tre città lariane, e come sempre la maggioranza degli elettori è donna (60.620, il 52,15%). A Como gli aventi diritto sono 71.187 (33.840 uomini e 37.347 donne), a Cantù 31.599 (15.377 uomini e 16.222 donne), a Erba 13.443 (6.392 uomini e 7.051 donne).

Com’è noto, il ballottaggio di oggi vede schierati nel capoluogo i candidati del centrodestra (Mario Landriscina) e del centrosinistra (Maurizio Traglio); a Cantù la sfida è tra Edgardo Arosio, sostenuto dal centrodestra e Francesco Pavesi, vicesindaco uscente appoggiato da tre liste civiche; a Erba il duello è invece tutto interno al centrodestra, con il vicesindaco Claudio Ghislanzoni a contendere la poltrona di sindaco a Veronica Airoldi. I seggi rimangono aperti dalle 7 alle 23. Al termine delle operazioni di voto ci sarà lo scrutinio. I risultati, molto prevedibilmente, arriveranno attorno alla mezzanotte. Complessivamente, i seggi nelle tre città lariane sono 123, così distribuiti: 74 a Como, 34 a Cantù e 15 a Erba. Per votare è necessario presentarsi al seggio con un documento d’identità e con la tessera elettorale. Chi avesse smarrito quest’ultima può richiederne copia agli uffici comunali che rimangono aperti per tutta la durata del voto. Una curiosità: non possono votare al ballottaggio i 18enni che hanno compiuto gli anni nei 14 giorni che separano il primo turno dal secondo.

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