«È stata trovata una valida alternativa e dunque non c’è scelta. I migranti accampati nell’autosilo della Valmulini devono spostarsi». È stato categorico il prefetto fo di Como Bruno Corda nell’annunciare l’imminente sgombero – si potrebbe partire già quest’oggi – della tendopoli sorta, ormai da settimane, nel parcheggio della Valmulini. L’occasione è stata la presentazione, ieri mattina al Centro Cardinal Ferrari del progetto “Emergenza freddo”. Un piano che metterà a disposizione dei migranti, da questa sera e per tutto l’inverno, altri 40 posti letto in apposite tende allestite nel secondo chiostro del centro. «Si tratta di uno sforzo ulteriore per fornire assistenza ai bisognosi messo in atto dal tessuto ecclesiale della provincia e possibile grazie anche all’impegno delle associazioni, oltre alla collaborazione delle istituzioni – ha detto Roberto Bernasconi, direttore della Caritas diocesana – Como è una città riservata ma accogliente che fa del bene in silenzio». Intanto ComoAccoglie, l’associazione che si occuperà nello specifico della gestione di questi nuovi posti letto, ha cominciato a comunicare agli “abitanti” della Valmulini questa possibilità che verrà poi pubblicizzata anche durante la distribuzione dei pasti nelle mense. «La situazione dell’autosilo non è sicura. Le tende sono posizionate a ridosso delle due uscite di emergenza della struttura e, dunque, fino ad oggi abbiamo controllato che non accadesse nulla. Ora che è stata realizzata una soluzione alternativa, non sarà più consentito accamparsi come prima. L’operazione avverrà con la massima gradualità e senza alcuna tensione ma ora bisogna mettere un punto fermo a questa realtà», ha precisato il prefetto Corda.
Ovviamente gli ospiti del Cardinal Ferrai verrano dotati di un tesserino di riconoscimento e dovranno rispettare regole e orari del centro che sarà aperto nella fascia serale e notturna. Alla presentazione dell’iniziativa anche il questore Giuseppe De Angelis e il sindaco di Como Mario Landriscina. «Con questa soluzione si è provveduto a dare una sistemazione dignitosa a quanti erano accampati e così ora il parcheggio tornerà a essere utilizzato normalmente e senza rischi. Il Comune sta valutando l’ipotesi di mettere a disposizione dei migranti docce e bagni pubblici per alcuni giorni della settimana e in certi orari pe offrire più possibilità agli ospiti della struttura di viale Battisti», ha detto il sindaco. «Lo sforzo per il futuro sarà quello di evitare di superare i numeri sostenibili in materia di accoglienza», chiude Landriscina.
Con questa nuova offerta di spazi, a oggi in città sono 201 i posti letto disponibili. «I 40 nuovi, più altri 40 già esistenti al Cardinal Ferrari – spiega Roberto Bernasconi – A questi si aggiungono i 56 letti in via Napoleona, i 40 dell’Ozanam, i 20 letti recentemente creati dai Comboniani a Camerlata e i 5 dai Guanelliani». Spazi ricavati per far fronte all’emergenza migranti che «ha visto passare in due anni 60mila persone da Como e ben 20 mila minori», dice Bernasconi. Una situazione delicata, quella dei più piccoli, che sta registrando un’inversione di tendenza. «Se l’anno passato i minori stranieri non accompagnati nel campo di via Teodolinda erano 195 adesso se ne contano 35. Una situazione confortante che evidenzia come funzioni bene la rete d’accoglienza», aggiunge il prefetto di Como. «Prima di dire sì, abbiamo solo chiesto garanzie sui temi di sicurezza e igiene che derivavano da questa scelta per chi abita e utilizza il Centro», ha detto Laura Fontana Legnani, presidente della Fondazione “Centro Cardinal Ferrari”.