Verso il ballottaggio a Como: nervi tesi fra il Pd e Traglio sulle scelte degli “assessori”
Politica

Verso il ballottaggio a Como: nervi tesi fra il Pd e Traglio sulle scelte degli “assessori”

Nervi a fior di pelle, nel Partito Democratico, per le ultime dichiarazioni di Maurizio Traglio, candidato del centrosinistra alla carica di sindaco di Como. Ieri sera, dopo l’incontro pubblico con Walter Veltroni, i vertici di via Regina hanno preteso un chiarimento alla presenza del segretario regionale Alessandro Alfieri. Secondo fonti ben informate interne al Pd, il clima sarebbe di forte tensione.

L’uscita di Traglio sul disimpegno in campagna elettorale non soltanto non è piaciuta, ma avrebbe fatto letteralmente infuriare i due parlamentari – Chiara Braga e Mauro Guerra – oltre ad alcuni dirigenti delle segreterie provinciale e cittadina. Anche la decisione del candidato sindaco di annunciare il terzo assessore della sua ipotetica giunta – l’architetto Angelo Monti – senza prima consultarsi con chicchessia è stata letta in modo negativo. Così come la motivazione alla base della scelta, una sorta di presa di distanza dai partiti e un inno al civismo apparso a molti fuori luogo nel momento in cui si devono serrare le file in vista del ballottaggio.

Ovviamente, nessuno dei diretti protagonisti ha voluto rilasciare dichiarazioni, proprio per non avvelenare ulteriormente un clima diventato improvvisamente elettrico. Ma quanto accaduto nelle ultime ore ha convinto i dirigenti del Pd lariano a richiamare Traglio e a chiedergli maggiore condivisione delle scelte. «In vista del voto del 25 giugno – è il ragionamento che viene fatto filtrare dai Dem di Como – bisogna motivare tutti coloro che hanno partecipato alle elezioni. Indicare l’ennesimo assessore tecnico, senza nemmeno passare da un confronto con il partito, è stato un errore». A quanto è dato sapere, anche la segreteria cittadina avrebbe chiesto un confronto con il candidato sindaco dopo aver ricevuto molte lamentele da militanti ed elettori, sconcertati per le dichiarazioni di Traglio sul presunto disimpegno del Pd in campagna elettorale. Insomma, gli animi non sono sereni. E lo si percepisce in maniera chiara. «Siamo tutti molto arrabbiati – ha detto ieri sera un componente della segreteria provinciale del Partito Democratico, chiedendo di non essere citato – In questa fase ciò che non serve sono le uscite estemporanee e tutto ciò che possa demotivare militanti e simpatizzanti. Abbiamo bisogno di mobilitare ogni singola persona per tentare di vincere un ballottaggio difficilissimo, speriamo che tutti capiscano e remino in un’unica direzione».

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14 Giugno 2017

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