Via Milano alta viaggia sempre di più a due velocità. Se le attività commerciali stanno inesorabilmente sparendo – un negozio su due è ormai definitivamente chiuso – si intravede invece una lieve ripresa sul fronte residenziale. «In effetti soprattutto quegli edifici su cui sono stati eseguiti interventi di recupero, stanno attirando investitori italiani. Cittadini che comprano anche grazie alla presenza di prezzi più bassi rispetto ad altre zone della città. È un segnale inequivocabile. La via si sta ripopolando di italiani visto che gli stranieri, presenza massiccia a livello commerciale, non occupano molte delle abitazioni presenti», spiega il presidente di Confesercenti Como, Claudio Casartelli. Continua invece senza sosta l’emorragia commerciale dell’area, sempre più deserta.

«Il 50% delle attività ha abbassato definitivamente la saracinesca. Basta percorre la strada per accorgersene. Bisogna però evidenziare anche un altro fattore. La volontà di aprire negozi è comunque sempre alta. Sono soprattutto gli stranieri a volerlo fare ma a loro non interessa acquistare i locali, vogliono affittarli e sarebbero in tanti già pronti a inaugurare nuove attività. I proprietari degli immobili però puntano tendenzialmente a vendere e tutto ciò rallenta il mercato. Ho notizia anche di alcuni italiani intenzionati ad avviare attività commerciali ma sempre puntando all’affitto dell’immobile per poter così anche calcolare il rischio d’impresa», prosegue sempre Casartelli. Una situazione che da tempo ha spezzato in due via Milano.

Di recente inoltre i primi segnali di desertificazione della zona iniziano a lambire anche la fascia di confine tra le due parti della strada. Una realtà amara che ha anche diverse altre spiegazioni. «Per cercare di salvare la via è necessario innanzitutto l’intervento del Comune. Si deve impegnare nella riqualificazione dell’arredo urbano e nell’agevolare economicamente quanti sono intenzionati a investire nel recupero del patrimonio immobiliare, intervenendo magari su tasse come la Tares», spiega Casartelli che ampliando il ragionamento non può non parlare di viabilità e parcheggi. «Ovviamente il rilancio della Ticosa sarebbe fondamentale per tutta la zona. Ne gioverebbe il versante commerciale innanzitutto e poi quello residenziale. Ancora oggi oltre ai problemi già descritti continua a sussistere l’inutile divieto di accesso in via Milano alta dalle 7 alle 9 del mattino. Uno sbarramento che ha degli effetti devastanti sul commercio di passaggio. Insomma ci si deve muovere su due piani differenti: a lungo raggio per il recupero della Ticosa e a corto raggio per intervenire subito. In questo secondo caso per tamponare nel breve periodo questa emorragia che sta colpendo via Milano bisogna lavorare sull’accessibilità e sull’arredo urbano», chiude Casartelli.