Una celebre frase dell’intellettuale Giuseppe Prezzolini recita «In Italia nulla è stabile fuorché il provvisorio». E a questa regola non sfugge certo la “struttura temporanea di accoglienza” di via Regina Teodolinda, a Como.
La storia del campo di via Regina è nota. Nell’estate 2016 un numero straordinario di migranti si ferma a Como nella speranza di raggiungere il Centro e Nord Europa attraverso la Svizzera. La Confederazione elvetica li respinge prima che presentino richiesta di asilo sul territorio. Dell’accoglienza si occupa inizialmente una rete di volontari nel parco della stazione di San Giovanni. La situazione rischia però di precipitare sul fronte delle condizioni igienico-sanitarie. Così viene individuato uno spazio nella città di Como in cui allestire il campo per circa 300 persone. Sono 50 i container posizionati, ciascuno con tre letti a castello. Sei “monoblocchi” hanno i servizi e le docce, tre i lavabi, uno la lavanderia. Quattro monoblocchi servono per infermeria, uffici, magazzino e quadri elettrici. Gli ultimi due container sono destinati agli operatori, con servizi igienici e docce riservate.
L’ultimo aggiornamento è che il bando per identificare il soggetto per il «servizio di noleggio dei monoblocchi dal 1° luglio al 31 dicembre» è stato revocato. Questo non perché si è prossimi allo smantellamento della struttura, ma, come richiesto dal ministero dell’Interno, affinché si valuti la possibilità di provvedere all’acquisto dei moduli abitativi destinati all’accoglienza dei migranti, anziché proseguire con il noleggio.
Il precedente bando prevedeva il servizio fino a fine 2018, con la facoltà, da parte della Prefettura, «di prorogare il servizio per un periodo di sei mesi, qualora necessario».
Il valore della gara era di poco più di 196mila euro, con altri 154mila euro previsti in caso di proroga fino al 30 giugno 2019.
Cosa succederà dal 1° luglio? I container diventeranno di proprietà del ministero dell’Interno. Difficile pensare che la questione non venga portata direttamente sul tavolo del ministro, Matteo Salvini. Che venerdì scorso, proprio in Prefettura a Como, aveva detto su via Regina: «Avremo grande attenzione, speriamo nei prossimi mesi di potenziare gli organici delle forze dell’ordine della provincia di Como».
Sul fronte opposto a quello leghista, oggi, alle 18 in piazza Boldoni, ci sarà il presidio del comitato “Como senza frontiere” dal titolo “Aprite i porti, aprite le porte” per protestare contro il rifiuto da parte del ministro dell’Interno Matteo Salvini dell’attacco ai porti italiani della nave “Aquarius”.
Paolo Annoni

This article has 1 commento

  1. E’ ora di smontare e ripulire tutto. Ancora una volta lo Stato si è dimostrato inaffidabile, la temporaneità di pochi mesi si è trasformata in stabilità a di anni.

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