«Un quadro di consistenza decisamente preoccupante» e azioni da intraprendere con la massima «urgenza». La relazione sullo stato del viadotto dei Lavatoi redatta dagli uffici comunali il 22 giugno scorso aveva evidenziato i problemi strutturali della bretella di collegamento con l’Oltrecolle.
La decisione sulla chiusura totale, presa giovedì dopo i successivi rilievi del perito incaricato da Palazzo Cernezzi di nuove verifiche, non è quindi giunta del tutto inaspettata. Sin dal primo momento, dalla denuncia cioè di un cittadino che lamentava rumori anomali, la situazione era apparsa particolarmente critica. Tanto che all’indomani della sua ricognizione, l’ingegner Leonardo Errico scriveva di aver riscontrato la «rottura della porzione di trave di collegamento della soletta in corrispondenza dell’appoggio» e anche «l’esplosione verso l’esterno della barra di armatura» di una delle travi.
Al di là dei tecnicismi specifici, il documento di giugno è impressionante per molti motivi. Per le immagini degli appoggi (foto in alto) e per le notizie che lo corredano.

Perché la questione del viadotto dei Lavatoi non è emersa un mese e mezzo fa. Si trascina da anni.
Intanto, già nel 2009, sempre a giugno, uno dei progettisti dell’opera, l’ingegnere Antonio Capsoni, aveva presentato una relazione «sugli anomali spostamenti» dopo la quale era stato deciso di sostituire un giunto di dilatazione. L’allora assessore ai Lavori pubblici di Como, Fulvio Caradonna, sostiene di non ricordare il fatto. «Sono trascorsi troppi anni – dice – rammento che si parlò del viadotto ma sinceramente non mi vengono in mente altri dettagli».
Nel 2012, ancora una volta nel mese di giugno, la bretella fu chiusa (per un anno e mezzo) in corrispondenza con l’avvio del cantiere per la realizzazione del nuovo svincolo su due livelli della Canturina. Una maxi-opera ricompresa nel progetto della Pedemontana.
Poi, nel 2014, poco dopo la riapertura, la giunta di centrosinistra inserì nel piano triennale delle opere pubbliche uno stanziamento di ben 400mila euro destinato proprio alla «manutenzione appoggi e giunti del viadotto dei Lavatoi».
Soldi che rimasero a bilancio due anni e che vennero poi dirottati altrove nel 2016.
L’allora sindaco Mario Lucini, spiega che «quei fondi erano stati previsti per alcune verifiche, dato che erano stati segnalati problemi al viadotto. Tuttavia – dice ancora Lucini – non venne mai individuato il possibile intervento né presentato alcun progetto. Mi ricordo che si trattava però di un lavoro di rifacimento e non di semplice manutenzione».
In sostanza, alla giunta era arrivata una segnalazione e per questo motivo si era deciso di mettere a bilancio e nel piano delle opere 400mila euro. Dopo quella prima comunicazione, però, sul tavolo della giunta non era arrivato nulla. Non una relazione, non un appunto.
Della questione non si era occupata nemmeno la commissione consiliare competente. «Mi ricordo di questa somma inserita nel triennale dei lavori pubblici – dice Andrée Cesareo, per 5 anni presidente della II commissione a Palazzo Cernezzi – ma se ne era parlato nelle discussioni interne alla maggioranza. Non in commissione, dove comunque non è mai arrivato alcun progetto».
Insomma: qualcuno negli ultimi anni aveva intuito o capito. Ma nessuno è intervenuto. Resta l’anomalia di uno stanziamento cospicuo – 400mila euro – che avrebbe potuto, forse, risolvere il problema e che invece è rimasto soltanto sulla carta.