La zona era stata al centro, nel gennaio del 2005, di un’opera di bonifica estesa su un’area di oltre 50 metri quadrati. Furono centinaia gli ordigni bellici che furono recuperati dal Genio Guastatori di Cremona e che poi furono fatti brillare nelle cave di Pusiano. Operazione che andò avanti per 5 giorni e che si credeva potesse aver “ripulito” l’area della punta di Villa Geno. Per l’attività fu addirittura convocato un apposito vertice in Prefettura a Como, e vennero presi inevitabili provvedimenti per limitare la navigazione e le attività sul lago.
L’altra sera tuttavia l’area è tornata prepotentemente alla ribalta. Un cittadino comasco, mentre passeggiava nei pressi della fontana, ha notato sulla spiaggetta di Villa Geno un oggetto strano, cilindrico, non rassicurante, e ha allertato le forze di polizia scattando anche alcune foto. Nel giro di poco tempo l’intera zona è stata recintata dagli uomini della Questura in attesa dell’arrivo degli artificieri.
Quell’oggetto metallico, infatti, altro non era che una bomba a mano modello O.T.O. 35, residuato bellico della Seconda Guerra Mondiale e ancora carica e pericolosa. Un ordigno temuto non solo per il potenziale esplosivo, ma anche e soprattutto per le schegge e i detriti che avrebbero potuto essere proiettati a lungo raggio.
La bomba era una di quelle a disposizione del Regio Esercito nel conflitto mondiale. Sul posto in supporto sono arrivati i vigili del fuoco, oltre alle volanti della Questura e agli artificieri della polizia di Milano.
La bomba si trovava sulla spiaggetta a destra della fontana di Villa Geno.
Prima delle operazioni di disinnesco, è stata scavata una buca (poi ricoperta con 10 sacchi di sabbia) in cui è stato inserito l’ordigno. Solo allora, in piena notte, la bomba a mano è stata fatta brillare.
La vicenda tuttavia non è archiviata.
Rimane infatti da capire se la bomba già si trovasse o meno sulla spiaggetta di Villa Geno. L’ipotesi più accreditata e valida è quella che rimanda al ritiro delle acque del lago che avrebbero portato a far riemergere la bomba a mano che, dunque, sarebbe sempre rimasta in quel punto, nonostante le operazioni di bonifica a cui abbiamo fatto riferimento.
La seconda ipotesi, decisamente meno probabile, è che qualcuno possa essersene liberato mettendo in pericolo l’incolumità delle altre persone. Le indagini sono affidate agli agenti di polizia.

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