Vierchowod: «Italia 1990: Vicini buttò il Mondiale per seguire la sua filosofia»
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Vierchowod: «Italia 1990: Vicini buttò il Mondiale per seguire la sua filosofia»

La copertina del libro
La copertina del libro

Sono passati 28 anni, ma il rimpianto rimane sempre inalterato. Lo “Zar” Pietro Vierchowod avrebbe voluto (e dovuto) giocare la semifinale dei Mondiali del 1990 a Napoli contro l’Argentina. Forse le cose sarebbero andate diversamente con una sua marcatura su Diego Maradona. Alla fine la partita andò ai rigori e passarono i sudamericani.
Un rimpianto che il comasco non ha mai nascosto e che ha ribadito nel libro di recente pubblicazione Italia ’90 – Il sogno mancato di Matteo Bordiga, Leone Edizioni.

Pietro Vierchowod
Pietro Vierchowod, la figurina di Italia 90

«Vicini commise un unico, gigantesco errore – ha detto Vierchowod a Bordiga – Una volta giunti a mezz’ora dalla fine al San Paolo, sull’1-0 in semifinale, c’era una sola cosa da fare: inserire me per farmi marcare a uomo Maradona. (…) Avrei seguito il Pibe de oro come un’ombra, non lasciandolo più giocare. (…) Invece Vicini fece dei cambi assurdi e mi lasciò in panchina. Avrebbe potuto inserire pure qualche altro mediano, per dare consistenza al centrocampo. (…) Per assecondare la sua mentalità offensiva scelse di rimanere con l’assetto iniziale… Di fatto, ha buttato via un Mondiale per tenere fede alla sua filosofia».
Nell’opera si trovano questa e tante altre testimonianze, aneddoti e retroscena raccontati dai giocatori di quel Mondiale e dal giornalista Bruno Pizzul, che seguì Italia ’90 come telecronista.
Massimo Moscardi

11 giugno 2018

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