Il nascente orto botanico, l’utilizzo e la gestione dei nuovi spazi e la ripartenza delle grandi mostre. Gli interrogativi sul futuro di Villa Olmo sono sempre di più, ma le risposte scarseggiano.

E così, se gli interventi nel grande parco sono ancora allo stadio zero, c’è chi condanna una serie di scelte «scriteriate che hanno distrutto il patrimonio culturale cittadino, creato con le grandi mostre. Come se non bastasse la scelta di Fondazione Cariplo di finanziare il recupero dell’area non ha senso. Villa Olmo è un polo espositivo naturale e su ciò bisognava puntare. L’orto botanico è inutile»: questo il commento di Sergio Gaddi (Forza Italia), inventore delle grandi mostre.

«L’alibi del cantiere per non organizzare kermesse di prestigio internazionale non regge. Così si disperde quanto costruito proponendo invece una serie di eventi minori che hanno disintegrato l’identità della Villa e di Como. Uno snobismo che non ha tenuto conto del lavoro passato», dice Gaddi. Intanto il cantiere nella Villa dovrebbe finalmente aprire a gennaio. La stessa Fondazione Cariplo (che ha cofinanziato con 8 milioni di euro il progetto), ha ricevuto dal Comune una richiesta di prolungamento dei tempi dell’operazione, visti gli intoppi sorti. «Ci vorrà un anno per eseguire le opere», fanno sapere dall’assessorato alla Cultura. Diverso il parere di Stefano Fanetti, segretario cittadino del Pd. «Il rammarico per non aver creato un grande evento centrale, intorno al quale far girare gli altri appuntamenti culturali c’è, è inutile negarlo. Va però detto che si è deciso di muoversi anche in un altro senso. Si è voluto dare risalto e rafforzare manifestazioni del territorio. Alcune c’erano già, altre sono state create. Questo per rendere Como appetibile per più tempo nel corso dell’anno». Il futuro non può che passare «attraverso la creazione di una regia in grado di mettere in rete e far comunicare tutti i soggetti cittadini creatori di cultura. Una vera cabina di regia che dovrà anche prendersi in carico la gestione della nuova Villa Olmo. Il Comune infatti non potrà tenerla al suo interno ma si dovrà affidare a un professionista anche per cercare finanziamenti privati. Si potrebbe pensare a una fondazione», dice Fanetti. Idea «su cui non sono proprio in accordo. Spero non finisca in quel carrozzone che è la Fondazione Volta», dice Gaddi.

Sul tema cultura interviene anche Mario Landriscina, neo candidato del centrodestra alle prossime elezioni amministrative. «È necessaria una valorizzazione complessiva del patrimonio culturale. Sui grandi eventi, va bene che si sviluppino a patto che tornino i conti anche grazie a sostenitori privati che aiutino sul piano economico, concretizzando una ricaduta di immagine, ma non solo, per la città», dice Landriscina.

F.Bar.