Vincenzo Nibali: «Como: luogo di  vittorie, gioie    e  relax»
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Vincenzo Nibali: «Como: luogo di vittorie, gioie e relax»

Vincenzo Nibali al “Lombardia” 207, poi chiuso con il successo

Un grande del ciclismo che si prepara a un bagno di folla comasco. Il prossimo 20 febbraio Vincenzo Nibali sarà prima a Magreglio ospite del Museo del Ghisallo per donare la sua maglia (ore 17, in anticipo di mezz’ora rispetto a quanto annunciato in questi giorni), poi alle 20.45 sarà a Cantù per una serata aperta al pubblico e curata da CentoCantù.
Eventi molto attesi, considerando che arriverà uno degli atleti più vittoriosi e celebrati degli ultimi anni. Un personaggio che vive nel vicino Canton Ticino e capita spesso a Como (dove ha vinto il “Lombardia” 2015 e 2017), sia per allenamento che per relax.
Al “Corriere di Como” Vincenzo Nibali ha anticipato temi che saranno affrontati anche nel corso degli eventi lariani.

Vincenzo Nibali circondato dai fans

Prima di tutto il 2018: quali sono le principali corse che ha nel mirino?
«Gli obiettivi non mancano, in ordine direi Liegi-Bastogne-Liegi, Tour de France e i Campionati del Mondo, che saranno in Austria».
Anche se sarà l’ultima gara dell’anno e non si sa ancora il percorso (l’arrivo, peraltro, potrebbe essere di nuovo a Como), il Giro di Lombardia rimane sempre una delle sue priorità?
«È una competizione che mi piace molto e che mi ha dato grandi soddisfazioni. È nel mio programma e, non lo nascondo, è una corsa cerchiata in rosso».
A proposito di Lombardia, ci può regalare un amarcord dei suoi successi? I ricordi più belli per ognuna delle due vittorie ottenute in piazza Cavour.
«Tra i ricordi più belli mi vengono in mente l’incitamento e l’affetto che il pubblico mi ha sempre mostrato nel 2015 e l’anno scorso. Ma non solo: mi ha fatto grande piacere trovare al traguardo di Como mia moglie Rachele e mia figlia Emma».

La vittoria al “Lombardia” 2015

Abbiamo spesso sottolineato che lei è un ottimo conoscitore delle nostre ascese. C’è qualche montagna del Comasco che le piacerebbe vedere aggiunta nel Lombardia?
«Mi sembra che ce ne siano già tante – dice Nibali sorridendo – Battute a parte, spesso pedalo i

n Val d’Intelvi e sono salite impegnative che potrebbero entrare a far parte del percorso».
Sempre per rimanere in ambito lariano, e in riferimento a quanto ha appena detto, possiamo chiedere su quali delle nostre montagne è solito prepararsi?
«Mi piace salire da Argegno fino a San Fedele d’Intelvi, poco più di 8 chilometri con una pendenza media superiore al 6% e splendidi panorami. In alternativa apprezzo anche il Passo della Cava che sale da Porlezza: è una ascesa più lunga e più ripida».
Al di là di un discorso di allenamenti, possiamo chiedere se c’è qualcosa che apprezza delle nostre zone o se ci sono posti che ha visto in allenamento dove poi è tornato come privato cittadino?
«Con la famiglia mi piace fare due passi nel centro di Como. Ci sono qualche ristorante in cui ogni tanto andiamo e un pasticceria specializza in dolci siciliani. Mi piacciono anche Brunate e Cernobbio; entrambi luoghi dove è facile rilassarsi».

Nibali  festeggia al “Lombardia” 2017 (foto Nassa)

Sempre per rimanere in argomento, come si trova nella nostra zona, visto che ormai da qualche anno risiede nel vicino Canton Ticino?
«Vivo a Lugano da qualche anno e ci troviamo molto bene. Spesso veniamo a Como anche solo per fare la spesa e trovare alcuni prodotti che non ci sono in Svizzera».
Infine un evento per noi molto significativo, di cui abbiamo parlato inizialmente. Presto, prima della a serata a Cantù, sarà al Museo del Ghisallo a portare la sua maglia. Ci piacerebbe chiudere con sua una riflessione su questo luogo sacro per i ciclisti e tutti gli appassionati.
«Il Ghisallo è quasi una montagna “sacra” per gli appassionati, per molto è un traguardo che preparano nel tempo. Il ciclismo ha tanti luoghi leggendari e il Ghisallo è uno di questi e per questo è bello che ospiti anche il Museo. Conservare la memoria è fondamentale come anche la sua divulgazione. Ancora oggi si parla, per esempio, di Coppi e Bartali e anche il Museo serve a mantenere viva la nostra grande tradizione ciclistica. Sarà quindi per me un grande onore donare la mia maglia al Museo».
Massimo Moscardi

Nibali premiato qualche anno fa con il “Mendrisio d’Oro”

16 Febbraio 2018

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Massimo Moscardi

mmoscardi mmoscardi@corrierecomo.it


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