Gli ultimi episodi di violenza ai danni del personale viaggiante sui treni, confermano un fenomeno che purtroppo si sta ripetendo con una frequenza sempre maggiore. E chi su quei treni trascorre diverse ore al giorno per raggiungere il posto di lavoro è Ettore Maroni, portavoce dei pendolari comaschi che da anni si batte per ottenere condizioni di viaggio migliori in tema di ritardi ma anche di sicurezza.

«È un aspetto decisivo per chi usa il treno quotidianamente – spiega Maroni – Purtroppo nonostante i proclami del passato di Regione Lombardia e le iniziative per mettere sui treni personale di sicurezza, sui convogli non si vedono queste risorse aggiuntive. Capisco la situazione di forte tensione in cui si trovano a dover lavorare i ferrovieri, specialmente durante i viaggi serali quando c’è meno gente. Capisco anche il capotreno se magari a volte non se la sente di passare a chiedere il biglietto per evitare di imbattersi in qualche balordo malintenzionato. Il clima si sta esasperando».

La richiesta è semplice. «Ci vorrebbero più poliziotti sui treni – prosegue Maroni – Sulle nostre linee, a partire dalla Chiasso-Como-Milano ci sono molti poliziotti che usano il treno per andare al lavoro. Esiste un accordo con Trenord in base al quale gli agenti viaggiano gratis ma comunicano al capotreno la loro presenza a bordo. Così, in caso accadesse qualcosa, è possibile richiedere da parte del personale viaggiante il loro intervento. Ci vuole comunque, specialmente sui treni notturni, la presenza di un numero maggiore di agenti della Polfer che devono tornare a viaggiare. Questo potrebbe essere un ottimo rimedio per contrastare l’ondata di insicurezza»

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