Violenza sul bus: l’arrestato non risponde. Rimane in cella per il «rischio di reiterazione»
Cronaca

Violenza sul bus: l’arrestato non risponde. Rimane in cella per il «rischio di reiterazione»

Si è avvalso della facoltà di non rispondere il comasco di 64 anni accusato dalla Procura di Milano di violenza sessuale e atti osceni in luogo pubblico.
L’arresto risale alla scorsa settimana quando l’uomo, che risiede nella periferia di Como ed è originario di Reggio Calabria, ha compiuto atti sessuali nei confronti di una studentessa salita sull’autobus della linea 91 di Milano dalla fermata “Romolo” e poi scesa al volo alla pensilina di “Tibaldi” dopo aver intuito quanto stava avvenendo. L’uomo alle sue spalle infatti, insistentemente la molestava nonostante i suoi tentativi di sottrarsi alla pressione anche utilizzando lo zaino per allontanarlo.
Gli agenti della polizia di Milano che appositamente perlustrano e controllano quanto avviene sui mezzi pubblici, a questo punto sono intervenuti bloccando il sospettato e arrestandolo.
È poi emerso che il protagonista della brutta vicenda era un 64enne piccolo imprenditore di Como, residente in periferia. I fatti risalgono alla giornata di venerdì, intorno alle 14.15.
L’arrestato è stato poi condotto in una cella della casa circondariale di San Vittore dove si trova tuttora.
Il giudice delle indagini preliminari di Milano l’ha poi raggiunto in carcere per interrogarlo ma il sospettato si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Il gip ha poi convalidato l’arresto firmando in seguito l’ordinanza di applicazione della custodia cautelare in cella.
L’unica forma di detenzione ritenuta in grado di poter evitare la «reiterazione del reato» vista la spregiudicatezza – questa è la tesi accusatoria – con cui il 64enne si sarebbe mosso in un contesto di grande affollamento e in pieno giorno, incurante dunque delle eventuali conseguenze.
Gli agenti della questura di Milano ritengono inoltre che l’arrestato – a cui viene contestato un solo episodio di molestia ad una studentessa 20enne – avesse già in precedenza cercato di fare la stessa cosa con un’altra ragazza, violenza che tuttavia non sarebbero riusciti a documentare. Tutto il contrario del secondo caso in cui è stato anche girato un video.
La difesa del 64enne per il momento non ha presentato alcuna istanza al giudice delle indagini preliminari.
M.Pv.

14 novembre 2017

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