A 100 anni dalla nascita Erba ricorda Monsignor Aristide Pirovano

© | . . Monsignor Aristide Pirovano

«Il suo scenario è stato il mondo, ma il suo ancoraggio è sempre stato Erba, la sua terra». A 100 anni dalla nascita, la città di Erba celebra il “suo” vescovo, monsignor Aristide Pirovano, sacerdote, missionario in Brasile e cappellano dei lebbrosi, morto nel 1997. La speranza è che il 2015 possa essere anche l’anno di avvio della causa di beatificazione.
«Era proprio attaccatissimo a Erba anche se la sua missione si è svolta in tutto il mondo – ha ricordato Enrica Sangiorgio, presidente dell’Associazione Amici di monsignor Aristide Pirovano – Qui infatti ha voluto anche essere sepolto. La causa di beatificazione non è ancora stata avviata ma c’è qualche speranza in più e speriamo di poter vedere davvero avviarsi questo percorso».
Gli eventi per celebrare il centenario della nascita di monsignor Pirovano e il 60° anniversario della consacrazione episcopale sono stati presentati ieri e proseguiranno per tutto l’anno coinvolgendo le parrocchie, l’oratorio e il Comune.
La prima data in calendario è il 22 febbraio, giorno della nascita di Aristide. Nella chiesa prepositurale di Santa Maria Nascente, alle 16.30, è in programma un’elevazione spirituale in musica del Corpo musicale San Fermo di Cesana Brianza. Alle 18.30 seguirà la messa solenne.
«È un onore per Erba aver avuto come concittadino monsignor Pirovano – ha sottolineato il sindaco, Marcella Tili – Un uomo che ha speso la vita per il suo impegno cristiano e civile. Nel suo testamento spirituale ha chiesto di essere sepolto a Erba, in modo che la sua tomba potesse essere seme di vocazione per altri giovani. È un’esigenza della città celebrarne degnamente la figura». Il 3 febbraio scorso, il parroco della comunità pastorale Sant’Eufemia, don Giovanni Afker, ha celebrato una messa in suffragio del vescovo missionario erbese.
«Sono contento che la figura di monsignor Pirovano non sia stata “monopolizzata” dagli amici ma messa a disposizione della città. La scoperta e il ricordo delle persone illustri non è soltanto memoria nostalgica, ma uno stimolo a seguirne le orme nel segno dell’impegno civile e cristiano. Padre Aristide ha saputo sempre prendere le parti dei più deboli, dei più poveri, dei perseguitati. In questo deve essere un modello per tutti».
Il programma per il centenario prevede anche progetti di solidarietà. L’obiettivo più ambizioso è finanziare l’ampliamento del reparto chirurgico dell’ospedale di Marituba, in Brasile. Il calendario delle iniziative è sul sito amicimonspirovano.it, che sarà aggiornato in tempo reale, con le date e i programmi dettagliati degli eventi.
Anna Campaniello

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