Spaccio sulla statale 36 e nel Comasco. Tra i clienti una coppia con un bambino

Il palazzo di giustizia di Como

Pare che, a un certo punto del monitoraggio continuo compiuto dagli agenti di polizia, ad acquistare la cocaina si sia presentata anche una coppia di Erba con tanto di figlio piccolo al seguito. È solo uno dei particolari – forse il più squallido – di una maxi inchiesta denominata “Speed 2”, conclusa ieri mattina con l’esecuzione di 19 ordinanze di custodia cautelare in carcere per lo spaccio di droga lungo la statale 36 che da Lecco conduce a Milano. Gli arrestati sono tutti stranieri residenti nel Lecchese, ma tra gli indagati c’è anche un comasco di Montano Lucino la cui casa è stata perquisita nella giornata di ieri. L’area della vendita dello stupefacente era tuttavia più allargata rispetto alla sola statale 36, arrivando anche a Carugo, Arosio, Inverigo, ma anche a Merone, Cantù e Mariano Comense. L’indagine – coordinata dalla Procura di Como (pm Simone Pizzotti) – è partita da un episodio avvenuto a Inverigo il 7 ottobre 2013: uno spacciatore marocchino era stato visto cedere le dosi a una coppia del Lecchese. Da qui, l’inchiesta si è allargata fino a coinvolgere i 19 soggetti (divisi in cinque batterie tra loro concorrenti) per cui è stata chiesta la custodia cautelare in carcere. Sono tutti giovani maghrebini con un’età compresa tra i 21 e i 35 anni.
Centinaia i clienti. Solo nella giornata di ieri sono stati recuperati 18mila euro, provento di una sola notte di spaccio.

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