Animali selvatici e incidenti. “Serve un piano anti invasione”

«E’ necessario un piano anti invasione». Un monito sinistro quello che risuona in provincia di Como e Lecco e che prende di mira un fenomeno in preoccupante crescita: il numero di incidenti stradali causati da animali selvatici.

Cinghiali, cervi, volpi e caprioli, probabilmente alla ricerca di cibo si spingono a ridosso dei centri abitati, attraversano le vie di comunicazione e causano incidenti. A dirlo è la Coldiretti

Ben uno schianto su sei, lungo le strade del comasco e del lecchese è da imputare al fenomeno. Inoltre sempre questi animali – in particolare i cinghiali – devastano gli orti: si contano più di cento attacchi in un anno alle aziende agricole da parte degli animali selvatici. Queste indicazioni sono il frutto di un’analisi della Coldiretti interprovinciale presentata durante l’ultima assemblea a Menaggio con gli agricoltori della Valle d’Intelvi, del Ceresio e di tutto l’alto Lario occidentale. «Solo nella provincia di Como – spiegano Fortunato Trezzi e Francesco Renzoni, rispettivamente presidente e direttore della Coldiretti interprovinciale – su un totale di oltre 300 incidenti stradali, quasi 60 sono causati da cinghiali, cervi, caprioli, volpi, e altri animali selvatici». Nel comasco si verificano in media oltre 100 attacchi in un anno alle zone agricole, mentre nel lecchese si sfiorano i 150, per entrambe le zone nel 65% dei casi di tratta di incursioni di cinghiali, che devastano le colture e rivoltano il terreno. «Si tratta di animali molto prolifici – spiega Coldiretti – e l’opera di limitazione della popolazione per adesso ha dato scarsi risultati».

A parlare e a denunciare una situazione ormai insostenibile sono gli stessi agricoltori. «Servono misure che preservino la specie, ma che salvaguardino l’agricoltura, perché se dobbiamo solo mettere a disposizione i nostri campi per far vivere cinghiali e cervi, forse è meglio cambiare mestiere» dicono Giorgio Ballotta, orticoltore e florovivaista di Castiglione d’Intelvi e Giacomo Ruiu, allevatore a San Fedele d’Intelvi. Fra Como e Lecco l’altro grande problema è causato dai cervi. «Sono addirittura 50 quelli che si aggirano contemporaneamente intorno alla recinzione della mia azienda», spiega Elisa Rusconi allevatrice di cavalli a Carlazzo. Ad Annibale Ortelli, florovivaista a Menaggio è andata anche peggio. «Prima ho subito i danni degli animali selvatici all’interno della mia azienda e poi, di recente in auto, mi sono scontrato con un capriolo; il paraurti dell’auto è andato distrutto ed io sono salvo per miracolo». Quantificando i danni Coldiretti stima – tra raccolti agricoli distrutti, e incidenti stradali – una cifra che supera i 170 mila euro annui nelle sole province di Como e Lecco. «Serve un piano interprovinciale – concludono i vertici di Coldiretti – che coinvolga le istituzioni, gli agricoltori, i cacciatori e le associazioni dei consumatori per decidere come fermare l’invasione».

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