Rogo sospetto alla “Camera Grande”. Spina Verde assediata dai vandali

Vandali in azione nel Parco Spina Verde, il polmone ecologico e archeologico di Como. Dove, tra i numerosi reperti risalenti alla cosiddetta civiltà di Golasecca (fine età del bronzo e inizio età del Ferro – XI sec. a.C.) spicca la “Camera Grande”, struttura rettangolare, scavata nella roccia, oggi tutelata da una copertura metallica.
Ma non dai piromani. Ieri mattina sono apparsi i resti di un rogo proprio dove sorge il cartello segnaletico del sito, con alcune pietre spaccate.
« Hanno divelto parte dei massi che costituivano la protezione a valle della Camera Grande – dice il presidente della Società Archeologica Comense Giancarlo Frigerio – e speriamo che non abbiamo rovinato anche il canaletto sottostante. Sicuramente è stato un gruppo organizzato anche con strumenti per poter rimuovere pietre di una certa dimensione. Mi pare un danno grave, non c’è rispetto per la cultura».
Il presidente ha segnalato l’avvenuto alla direzione del Parco Spina Verde. Il cui presidente, Giorgio Casati, da parte sua commenta: «Installeremo telecamere speciali di cui siamo già dotati, in punti strategici, per monitorare il fenomeno. Di recente le nostre guardie ci hanno segnalato bivacchi in zona, con relative accensioni di fuochi. E intensificheremo la vigilanza dato che si approssima il solstizio d’inverno, periodo in cui questi fenomeni si accentuano».
Infatti l’area è spesso presa di mira da fanatici: in epoca golasecchiana l’abitato di Pianvalle aveva una valenza magica e propiziatoria, grazie al fenomeno naturale d’illuminazione della sorgente protostorica della Mojenca. Dai tempi più antichi, nei giorni a ridosso del solstizio d’inverno, è possibile vedere la cavità della struttura megalitica, illuminata nelle sue viscere dalla luce del sole al tramonto.

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