Candidato sindaco di Como, a sorpresa spunta Bulgheroni

Palazzo Cernezzi, sede del Comune di Como

Como: municipio, palazzo Cernezzi

Una candidatura in apparenza insolita che nasce da un’urgenza «non più tollerabile». Dalla necessità di «far ripartire la città di Como, sempre più statica e senza una reale identità per il futuro». Sono questi i presupposti che hanno spinto Fabio Bulgheroni, attuale sindaco di Casnate con Bernate, a lanciarsi in un’impresa «sicuramente non facile ma nella quale credo fermamente e che sto costruendo da tempo».
L’obiettivo è chiaro: conquistare la poltrona di sindaco a Palazzo Cernezzi. Quel posto che Mario Lucini ha detto di non voler più cercare di conservare e intorno al quale sembra regnare, in entrambi gli schieramenti politici, la più totale incertezza. Se nel centrosinistra infatti ci si avvia alle primarie – senza sapere ancora bene con quali candidati – nel centrodestra, dopo l’ipotesi di Mario Landriscina, ecco comparire un nuovo nome.
«Tutto nasce diversi mesi fa. Commentando assieme a diversi sindaci della cintura urbana la situazione del capoluogo, senza voler attribuire colpe dirette a Lucini, ci siamo resi conto della necessità di cambiare qualcosa, per il bene della città ma ovviamente, a cascata, anche del territorio circostante. E così è nata l’idea di tentare la corsa a primo cittadino. Ho già raccolto intorno a me – oltre all’appoggio di questo gruppo di sindaci – il consenso di una parte del tessuto economico, fatto da imprenditori, liberi professionisti e commercianti. Ovviamente ho discusso, anche se ancora a un livello iniziale che avrà bisogno di ulteriori approfondimenti, con la componente politica alla quale faccio riferimento, ovvero con l’area di centrodestra». Nel corso dell’estate, in sostanza, ci sono stati incontri preliminari con il senatore Alessio Butti (Fratelli d’Italia), con Alessandro Fermi (Forza Italia) e con la Lega Nord, «dai quali non è emerso alcun vincolo o sbarramento. Detto questo, lo ribadisco, sarà necessaria un’ulteriore verifica. Ma io ci sono, sono pronto e ho già le idee chiare. Anche perché il centrodestra sino ad ora non si è dato molto da fare e sinceramente non vedo, nell’attuale consiglio comunale di Como, candidati possibili».
Il primo passaggio sarà quello di dimettersi dalla carica di sindaco a Casnate con Bernate. Atto formale necessario che dovrà essere fatto – come previsto dalla legge – sei mesi prima della data delle elezioni e, visto che nel 2017 si andrà alle urne tra il 16 aprile e il 16 giugno, ecco che entro metà ottobre Fabio Bulgheroni dovrà salutare Casnate con Bernate, dove è al suo secondo mandato.
«Sono ovviamente conscio di questo fatto, ci ho riflettuto a lungo e sono pronto a dimettermi per diventare il candidato del centrodestra a sindaco di Como, con la massima apertura alle liste civiche». E dalle parole di Bulgheroni si intuisce come la mentalità sia già proiettata sul capoluogo.
«A Como bisogna ripartire dal basso. Inutile puntare la campagna elettorale sempre e solo sui grandi temi come le paratie o la Ticosa, ovviamente presenti, ma si deve subito intervenire sulla manutenzione ordinaria. Sul decoro delle strade e dei quartieri, che in certi casi sono ben tenuti e in altri decisamente no. Bisognerebbe riorganizzare la ztl e la raccolta differenziata, visto che ancora troppo spesso il centro storico è invaso da rifiuti in attesa di essere ritirati. Questo giusto per fare due esempi. Insomma, puntare innanzitutto su interventi di prima necessità, coinvolgendo sempre e da subito il tessuto economico». Per fare tutto ciò «sono convinto che sia necessaria l’opera di un politico e tecnico, come mi reputo. Qualcuno che conosca il “burocratese” e i meccanismi della politica. Una figura così è necessariamente anche a contatto con la società civile che viene invocata – spesso a sproposito – come il faro da dover seguire in ogni decisione».
Poi l’affondo sulla macchina comunale. «Soprattutto sarà decisivo rinnovare gli uffici di Palazzo Cernezzi. È necessario circondarsi di persone nuove senza mantenere, come accaduto in passato, figure da troppo tempo coinvolte nell’apparato. È un passaggio necessario per far ripartire una città paralizzata, che necessita di un immediato rilancio».
E all’obiezione del perché un comasco dovrebbe votare un “forestiero”, la risposta è chiara. «Proprio perché non sono coinvolto direttamente nella politica e nelle vicende del capoluogo, dove comunque sono nato e ho trascorso molti anni, vivendo a Sagnino».
E proprio Como «dovrà allargare i suoi confini. Un’idea sarebbe proprio quella di estenderli fino a ricomprendere i Comuni della cintura, così da poter organizzare e fornire migliori servizi e gestire al meglio scelte urbanistiche e tributi. Questa è un’ipotesi che ha già trovato sostenitori proprio a Palazzo Cernezzi».
Uomo particolarmente deciso e considerato piuttosto “burbero”, viene definito “il ragioniere di ferro” per la volontà di far tornare i conti. Dopo la pausa estiva, dunque, riparte la corsa a Palazzo Cernezzi con Fabio Bulgheroni, classe 1965, libero professionista, single per scelta, amante dei cani, «i levrieri in particolare». Pronto a guidare il centrodestra.
Fabrizio Barabesi

Articoli correlati