1932, una cittadella chiamata Sant’Anna

Si accende il dibattito sulla cittadella sanitaria, da insediare là dove un tempo sorgeva l’ospedale Sant’Anna, poi trasferito a San Fermo. Utile quindi ripercorrere, con le immagini collezionate da Enrico Levrini, l’anno cruciale in cui fu inaugurata la struttura. Priva ancora di futuro, l’area oggi rischia di diventare una seconda “Ticosa” della città in preda al degrado. Ed è comunque l’ennesima riprova di un immobilismo endemico.
Correva l’anno 1932. L’inaugurazione, per motivi di propaganda, cadde il 28 ottobre, ricorrenza della marcia su Roma preludio alla dittatura mussoliniana. Le immagini dello studio fotografico Mandelli di Como risalgono proprio a quell’anno e sottolineano l’impatto urbanistico sulla collina dominata dalla torre del Baradello. Va ricordato come in precedenza l’ospedale cittadino aveva sede nello stabile ora sede del Conservatorio “Verdi” in via Cadorna. Nel primo decennio del XX secolo si deliberò il trasferimento, ma solo nel 1932, come detto, il Sant’Anna traslocò nella sede di via Napoleona a Camerlata, costruita su terreno donato dalla benefattrice Teresa Rimoldi. Il complesso era costituito da dodici padiglioni. Negli anni ’60 furono aggiunti la centrale termica e la scuola infermieri, e a metà degli anni ’70 arrivò il grande monoblocco centrale a sette piani.

Nella foto:
Ispettrice generale della Croce Rossa per nomina di Benito Mussolini, Maria José, la consorte di Umberto II di Savoia e come tale ultima regina d’Italia, visitò nel 1940 il nosocomio lariano. A lato e in alto, foto della struttura subito dopo l’inaugurazione

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