Arriva Brindisi, Cantù pronta a schierare i nuovi acquisti. Brienza: «Vedo euforia ed entusiasmo»

Trento Cantù

La parola torna finalmente al campo. Per la Pallacanestro Cantù è stata una pausa di campionato lunghissima e vissuta in una continua fibrillazione. Non tanto per lo stop imposto da Coppa Italia e sfide della Nazionale; in Brianza sono stati i giorni del cambio societario, con il congedo di Dmitry Gerasimenko e l’arrivo della gestione di “Tutti insieme Cantù”.
Anche la rosa è stata rinnovata con l’abbandono dell’ex capitano Ike Udanoh e il divorzio da Tony Mitchell per i comportamenti del giocatore (allenamenti saltati o disputati con demotivazione), che non sono piaciuti ad allenatore e dirigenza. Al loro posto Anthony “Tony” Carr e Tyler Stone. Entrambi questa sera saranno in campo nella partita tra Acqua S.Bernardo Cantù e Brindisi, che va in scena alle 20.30 al PalaDesio.
«Quella pugliese è una delle migliori formazioni del campionato, reduce da un’eccellente Coppa Italia – spiega coach Nicola Brienza – È una formazione composta da giocatori di grande esperienza e di grande quantità che ha messo insieme un bel mix, tra giocatori esperti e altri invece da lanciare o da rilanciare, tutti ben allenati da coach Frank Vitucci».
«Brindisi è una squadra in salute e che sa giocare anche in palcoscenici importanti, in grado di reagire ad un clima caldo e ad un pubblico molto numeroso come mi auguro che ci sia domani sera».
Brienza valuta positivamente il momento della sua squadra. «Veniamo da una settimana assolutamente positiva; il gruppo ha reagito bene all’arrivo dei due nuovi acquisti. Dopo la pausa siamo pronti e vogliosi di iniziare da dove avevamo finito; vorremmo proseguire con il nostro trend positivo. C’è molta euforia all’interno del gruppo, in settimana abbiamo svolto un lavoro eccellente ma la cosa più bella è che c’è tanta voglia di stare insieme».
Il tecnico dell’Acqua S.Bernardo fa un appello ai tifosi. «Spero davvero che ci sia una bella risposta da parte del territorio, in questo momento abbiamo bisogno del supporto del nostro pubblico e di un palazzetto pieno. Sarebbe bello vedere almeno 4mila o 5mila persone, sarebbe un segnale molto forte anche per i nuovi dirigenti, che meritano di essere incoraggiati e di sentire la vicinanza di tutti gli appassionati».
Brienza, poi, interviene sulla questione delle partenze di Udanoh e Mitchell. «Quella di Udanoh ci ha sorpreso – afferma – perché la sua richiesta è arrivata dopo che la situazione societaria è giunta ad una stabilizzazione. Ma era giunto ad un limite di sopportazione e non voleva più andare avanti».
Per quanto riguarda Mitchell: «Non era facile la sua gestione nell’approccio al lavoro. Abbiamo perso i suoi talento e qualità, consapevoli di aver fatto una scelta giusta».
Lo stesso allenatore canturino ha avuto una buona impressione dai due nuovi acquisti. «Tony Carr è un giocatore in grado di ricoprire tutti e tre i ruoli del perimetro. Ha tutto per giocare da ala, da guardia e da playmaker. Ha grandi qualità tecniche ed eccellente capacità di palleggio. Tyler Stone? Tutto il club ha apprezzato la sua disponibilità nel mettersi a completa disposizione, aveva davvero tanta voglia di venire qui. Penso si possa completare bene con Jefferson, senza stravolgere la nostra identità».
Lo stesso Stone non vede l’ora di scendere in campo: «Perché Cantù? È una domanda semplice – ha detto lo statunitense – Il mio agente mi ha detto che era una buona squadra, con uno nuovo staff tecnico, una nuova proprietà e dei tifosi eccezionali. Dunque, perché avrei dovuto dire di no? È nato subito un buon feeling e mi hanno accolto tutti molto bene. Non vedo l’ora di misurarmi con i giocatori della serie A».

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