Centi chiama a raccolta gli ex azzurri: «I valori del passato per guardare al futuro»

Giancarlo Centi

Un ritorno gradito che va ad allineare il Como al suo passato, con gli uomini che ne hanno scritto la storia e che ora si preparano a costruirne il futuro. Va letto in questo senso l’arrivo di Giancarlo Centi come responsabile del settore giovanile. A 60 anni, compiuti lo scorso 14 maggio, è tornato in viale Sinigaglia il capitano degli azzurri della serie A anni ’80.
Negli scorsi giorni l’annuncio ufficiale, ieri la presentazione con un Centi emozionato, commosso nel ricordare la figura di Mino Favini, recentemente scomparso, e i suoi insegnamenti.
L’ex numero 4 azzurro nel spiegare il suo progetto cita Catone, Socrate, la Bibbia e Mark Elliot Zuckerberg, il fondatore di Facebook.
Per la stagione 2019-2020 il settore giovanile del Como avrà cinque formazioni, si allenerà nello stesso centro sportivo della prima squadra, con open day fissato per il 1° luglio allo stadio Sinigaglia per i ragazzi nati fra 2006, 2007, 2008, 2009 e 2010.
Sul fronte degli allenatori che saranno a fianco di Centi nel vivaio, l’unico nome certo è quello di Christian Boscolo. Contatti in corso con Giacomo Gattuso, Massimo Cicconi e Mario Corti.
«Siamo allineati nel modo di intendere il settore giovanile e accompagnare i ragazzi in termini educativi e calcistici, con lui ci sono una visione comune e la voglia di fare qualcosa di importante» ha detto il direttore sportivo Carlalberto Ludi, nel presentare il nuovo coordinatore del vivaio del club lariano.
«Volevo rimanere nel mondo del calcio ma non mi andava di fare il responsabile del settore giovanile – ha detto Centi – Ma parlando con Ludi ho ritrovato passione ed entusiasmo».
Giancarlo Centi è stato chiaro sui principi che caratterizzeranno il suo lavoro. «Como è sempre stato un posto che ha aiutato a crescere i calciatori e che ha insegnato valori: senso di appartenenza, altruismo, amore per quello che stai facendo, il sacrificio. Parole alla base di un settore giovanile, da insegnare soprattutto a quel 90% dei ragazzi che non firmeranno un contratto da calciatori professionisti».
Il responsabile del vivaio ha ammesso di essere in ritardo, valuterà i ragazzi che già fanno parte del settore giovanile e quelli che erano al Como e che sono andati in altre realtà. C’è poi da «scegliere la squadra degli adulti – ha aggiunto – le persone adatte a stare con i giovani: devono avere responsabilità, lealtà e iniziativa, ossia dare qualcosa in più se si sentono partecipi del progetto».
Centi si è commosso nel ricordare Mino Favini, storica guida del vivaio del Como, scomparso poche settimane fa. «Non è andato via, è dentro ogni persona che è stata a contatto con lui. Diceva sempre: non è importante quello che si lascia, ma quello che si riesce a trasmettere. E ciò che ci ha trasmesso rimane dentro di noi».
E non è un caso che Centi stia guardando, nello scegliere le persone che saranno al suo fianco, a personaggi che sono legate, in un modo o nell’altro, ai colori della società lariana. «Le persone contattate hanno vissuto esperienze al Como come calciatori o istruttori – ha concluso – Un dato importante perché, conoscendo il passato si può costruire il futuro, ragionando sul presente».

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