Il 30% dei roghi in Lombardia sono nel Comasco. Chiuse le indagini su due presunti piromani

© Foto Antonio Nassa

Ben 56 incendi divampati in appena dieci mesi, gran parte dei quali dolosi; 1.783 gli ettari di bosco andati in fumo. Sono i numeri del disastro ambientale in provincia di Como, la più colpita dell’intera Lombardia sia come numero di roghi (al pari di Brescia) sia come superficie distrutta dalle fiamme.

Il dato, che riguarda il periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 ottobre, è stato diffuso ieri dall’assessore regionale alla Sicurezza e Protezione civile, Simona Bordonali. Il Lario purtroppo domina queste devastanti classifiche, staccando di gran lunga ogni altro territorio.
Del resto quello che stiamo vivendo da una settimana a questa parte, con i fronti divampati a Tavernerio, sul monte San Primo e a Veleso, è solo l’ennesima conferma di un anno da dimenticare. Ieri i vigili del fuoco sono tornati nuovamente in azione sia a Tavernerio sia a Veleso, ed in volo si è alzato ancora l’elicottero. Non più roghi con un fronte ampio, ma soprattutto la preoccupazione che focolai possano di nuovo attecchire in aree già duramente colpite. La speranza è che la pioggia arrivi presto per poter dare una mano a scrivere finalmente la parola fine a questa strenua lotta contro le fiamme.

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Incendi che, come conferma lo stesso assessore regionale, sono quasi sempre dolosi: «I piromani sono spesso rivolti alla erronea ricerca di un profitto di carattere edilizio, agricolo o legato al bracconaggio – ha spiegato la Bordonali – oppure questi roghi rappresentano manifestazioni di protesta e risentimento nei confronti di privati o enti pubblici, altrimenti sono legati a motivazioni di ordine patologico o psicologico. Chiaramente è difficile prevedere dove un criminale andrà ad appiccare il fuoco. Per questo è essenziale l’aiuto dei cittadini. Se si vede qualcuno accendere un fuoco è necessario avvertire subito le forze dell’ordine».
E in questo caso i risultati sono spesso positivi, come testimonia l’inchiesta chiusa dalla Procura di Como a carico di due presunti piromani dell’Alto Lago per cui il pm Giuseppe Rose ha chiesto il processo con giudizio immediato. Nei guai sono così finiti un 32enne di San Siro, e un 20enne di Musso.

Al primo sono contestati 11 incendi dolosi, al secondo “solo” otto in concorso con il complice.
Fiamme che risalgono ai mesi di inizio anno e per la precisione al 26 e 27 febbraio a Musso e Pianello, al 7, 27, 29 e 30 marzo a Livo, Gravedona per due volte, San Siro e Plesio, al 4, 18, 19 e 20 aprile tra Musso e San Siro.
Vennero poi fermati in flagranza di reato dagli uomini del Gruppo Carabinieri Forestale lo scorso 20 aprile, proprio mentre erano in azione nell’ultimo incendio doloso. La loro posizione è così finita sul tavolo del pubblico ministero lariano che ora ha deciso di chiederne il processo.
Tornando ai numero dei roghi in Lombardia, detto della provincia di Como che svetta in classifica sia come numero di incendi sia come ettari distrutti, bisogna segnalare che in totale sono stati 234 gli incendi dall’inizio dell’anno, per 4.322 ettari andati distrutti. Il 32% di questi erano nel Comasco. Le uniche province dove non si sono registrati incendi sono state Lodi, Cremona e Mantova.
M.Pv.

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