(ANSA) – ROMA, 15 NOV – Paesi bellissimi e suggestivi rasi al suolo, una tragedia umana enorme segnata da quasi tremila morti, più di ottomila feriti e 300mila senzatetto: sono passati 40 anni da quel terribile terremoto di magnitudo 6.9 che alle 19.34 del 23 novembre 1980 colpì la Campania e la Basilicata, lasciandole profondamente martoriate. Simbolo di quella tragedia resta il crollo della Chiesa Madre di Balvano (Potenza) che seppellì 66 persone, per la maggior parte bambini. Oggi in quei territori la ricostruzione è quasi completata, ma la ricorrenza del 40/o anniversario restituisce ricordi drammatici. Non solo per i lutti e le rovine, ma anche per i ritardi nei soccorsi, per l’esasperante lentezza che ha accompagnato il processo di ricostruzione delle case, per le ruberie di tanti sciacalli, che hanno allungato le mani sulle ingentissime risorse stanziate dallo Stato – oltre 50mila miliardi di lire – ridimensionando ai minimi termini il futuro di sviluppo industriale che era stato disegnato per quelle aree. (ANSA).
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