Lusardi: «Da anni denunciamo in Regione carenza di regole e di controlli sul Lago di Como»

Luigi Lusardi

«Siamo a piangere un ragazzo morto, ma purtroppo da anni denunciamo alcune carenze riguardo la navigazione sul Lago di Como». Commenta così, con grande amarezza, l’ultima tragedia Luigi Lusardi, presidente dell’Autorità di Bacino del Lario e dei Laghi minori. «La riforma sulle amministrazione provinciali ha tolto alla polizia provinciale la funzione di controllo della navigazione – spiega Lusardi – Avevamo persone di esperienza in questo ruolo, sono state spostate su altri incarichi a livello regionale. Noi chiediamo che la navigazione torni sotto controllo. Questa battaglia la porteremo avanti ancora in Regione. Poi, è vero, il lago è comunque grande».

Il presidente Lusardi punta il dito anche su un’altra questione.
«Per i laghi servirebbero regole differenti anche sulla potenza delle barche – dice – Oggi tutti possono noleggiare un motoscafo con motore fino a 40 cavalli. Sono scafi leggeri e troppo veloci. Abbiamo chiesto di rendere obbligatorio un corso almeno di un’ora per conoscere le caratteristiche del lago e delle barche. I noleggiatori fanno il loro lavoro, sono le regole che vanno cambiate, subito».

«Non vogliamo piangere altre vittime – dice ancora – Tutti devono sapere che nel canale dell’Isola o nel Laghetto di Piona si entra solo a bassa velocità e con marcia innescata. Devono imparare ad attraccare in un certo modo. Invece, oggi, con le debite proporzioni, è come se si consentisse a un ragazzo di 15 anni di guidare la macchina».

«Se uno esce con una barca a remi deve sapere come si rema, ma se noleggia una barca a motore, da 40 cavalli, con scafo di vetroresina può essere pericoloso per se stesso e per gli altri. Oggi la navigazione sul Lago di Como è fatta all’80% da scafi a noleggio».
Lusardi spinge su un cambiamento a livello regionale.
«Se aspettiamo una modifica a livello nazionale non ci salviamo più, i tempi sarebbero biblici – commenta ancora – Bastano un paio di decreti urgenti che consentano di regolamentare. Poi servono più controlli. Da anni promuoviamo l’operazione Lario Sicuro, in sinergia con i sindaci e le forze dell’ordine. Diamo anche contributi a tutti. Però se chi si occupa dei controlli sono tre persone e ne servirebbe trenta, c’è poco da fare. I controlli vanno potenziati, non nel senso repressivo. Certo chi esagera va punito, subito. Ma i controlli servono soprattutto per aiutare e per informare chi naviga. Per mettere in guardia dei pericoli e spiegare le regole. Noi come Autorità di Bacino siamo a disposizione, ma è la Regione Lombardia che deve compiere il primo passo», conclude Lusardi.

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