Federe e lenzuola, non lavarle mai a questa temperatura | È l’errore più comune di tutti: ecco i gradi corretti

Federe e lenzuola, non lavarle mai a questa temperatura | È l’errore più comune di tutti: ecco i gradi corretti

Federe e lenzuola stese - DepositPhotos - corrieredicomo.it

Quando lavi federe e lenzuola, il problema non sono i germi ma i gradi: la temperatura giusta non è quella che tutti pensano.

Davanti alla manopola della lavatrice la tentazione è sempre la stessa: scegliere 60 o addirittura 90 gradi convinti che “più caldo” significhi “più pulito”. È l’errore più comune quando si lavano federe e lenzuola, perché si sottovaluta quanto contino detersivo, ciclo e asciugatura rispetto al semplice numero sul display.

Per anni ci siamo fatti guidare dall’idea che solo le alte temperature garantissero una vera igiene. In realtà le lavatrici domestiche mantengono i gradi più alti per pochissimo tempo, mentre i detersivi moderni lavorano già bene tra 30 e 40 gradi. Gli enzimi sciolgono lo sporco, l’ossigeno attivo disinfetta in modo progressivo, e i cicli più lunghi fanno la loro parte. Il calore serve, ma non è l’unico protagonista.

C’è anche il tema dei consumi: passare da 40 a 60 gradi può far salire la spesa energetica fino a circa la metà in più, e a 90 gradi il costo decolla mentre i tessuti si stressano, perdono colore e si rovinano prima.

Pensare che la sicurezza stia sempre nella temperatura massima significa spesso pagare caro in bolletta e in durata delle lenzuola, senza ottenere un pulito davvero migliore.

La temperatura ideale per il bucato di tutti i giorni

Per l’uso normale di casa, la combinazione più efficace è molto più morbida di quanto si creda: ciclo cotone a 40 gradi, cestello riempito circa al 70%, detersivo enzimatico in polvere o liquido abbinato a un po’ di percarbonato. Un lavaggio tra i 90 e i 120 minuti, con centrifuga a 1000–1200 giri, permette di avere lenzuola pulite, fresche e che asciugano più in fretta.

Una volta ogni tanto ha senso salire a 60 gradi, ma solo con un motivo preciso: per “azzerare” il carico biologico dopo un periodo intenso, se in casa ci sono state influenze o disturbi gastrointestinali, oppure con bianchi 100% cotone molto sporchi. Nel resto delle settimane, la routine a 40 gradi, abbinata a un buon prodotto e a un’asciugatura completa, è più che sufficiente.

Lenzuola – Freepik – corrieredicomo.it

Quando alzare i gradi e quando evitarli del tutto

L’altro nodo sono le abitudini sbagliate: troppo detersivo, ammorbidente a litri, cestello pieno “come una valigia”. Così lo sporco si rideposita, i tessuti restano rigidi e la lavatrice si affatica. Meglio dosare con attenzione, lasciare spazio all’acqua, cambiare lenzuola ogni 7–10 giorni (più spesso d’estate) e assicurarsi che asciughino fino in fondo, anche vicino a una finestra o all’aria aperta quando possibile.

I 90 gradi restano invece una temperatura da evitare sulle normali lenzuola di casa: hanno senso solo in contesti quasi “ospedalieri” o per panni davvero contaminati, non per il bucato quotidiano. Su capi colorati, tessuti misti, elastan, bambù o seta rischiano di causare restringimenti e sbiadimenti irreversibili. Per federe e lenzuola di tutti i giorni, la regola è semplice: 40 gradi come base, 60 solo quando serve, e niente più lavaggi “bollenti” fatti per abitudine.