A 20 anni dalla morte un progetto per i poveri in ricordo di don Renzo

Don Renzo Beretta

Vent’anni fa la morte di don Renzo Beretta, parroco di Ponte Chiasso e prete di frontiera ucciso in chiesa da uno straniero accolto in parrocchia. Per ricordarlo la Diocesi di Como ha lanciato ieri, in una conferenza stampa, una serie di iniziative: prima fra tutte, un progetto da 200mila euro per arginare la povertà e la grave marginalità nel capoluogo lariano.
Da domenica prossima si apre quindi un settimana di riflessioni e incontri sotto il titolo «Don Renzo, 20 anni di profezia». Un ciclo che terminerà il 20 gennaio, giorno dell’anniversario della morte di don Beretta, con la messa di suffragio presieduta dal vescovo Oscar Cantoni.
«Un prete innamorato del Vangelo, che cercava di seguire Gesù nel quotidiano – ha detto ieri ai microfoni di Espansione Tv don Fabio Fornera, vicario episcopale – Seguire il Vangelo lo ha portato, trovandosi in una parrocchia di confine, a vivere la dedizione e l’accoglienza verso le persone migranti».
Non soltanto ricordo ma anche esperienza quotidiana di cosa significa aprirsi all’altro, seguendo l’esempio di don Renzo. Con questa premessa è stato presentato il progetto “Como Città di Confine”.
La Caritas della Diocesi di Como è stata scelta dalla Caritas Italiana come beneficiaria di un progetto finanziato a livello nazionale grazie alle risorse dell’8 per mille: 198mila euro per combattere la povertà. «È un progetto doveroso per la città – ha detto Roberto Bernasconi, direttore della Caritas di Como – ci permetterà di implementare i servizi già presenti sulla città per renderli più adatti e fruibili alle persone che ne hanno bisogno. Nello stesso tempo è un progetto che ci permette di entrare nel sociale e nel politico. Servirà anche a far crescere un dibattito necessario che la società civile deve avere rispetto a traguardi sociali e politici che la nostra città ha il dovere di portare avanti».

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