Elezioni 2012

A Cantù la Lega contro una civica. Molteni se vince lascia la Camera

Bizzozero vuole la rivincita
La partita che si gioca oggi e domani a Cantù è epocale per la Lega Nord. Da 18 anni il Carroccio gestisce il governo della Città del Mobile, prima con Armando Selva, poi con Edgardo Arosio, quindi con Tiziana Sala (due mandati e 10 anni da sindaco). Per il partito di Bossi e Maroni c’è in campo l’avvocato e parlamentare Nicola Molteni, che nel primo turno ha ottenuto il 25,33%. In caso di vittoria al ballottaggio dovrà lasciare la Camera dei deputati. Molteni, che aveva tre liste a sostegno
(Impronta civica, La Destra per Cantù e Forza Cantù), ha annunciato l’apparentamento con altre due civiche, ossia Autonomia Canturina e In Cantù.
Ma con il crollo dei partiti tradizionali, lo sfidante di Molteni è pure l’espressione di un movimento civico. Si tratta del leader di “Lavori in Corso”, Claudio Bizzozero, che, appoggiato da 7 liste civiche (Lavori in Corso, Movimento 22063, Cantù Sostenibile, Vighizzolo Insieme, Frazioni in Corso, Cantù rugiada, Uniti per Cantù), è arrivato al 23,89% delle preferenze.
Bizzozero era già stato l’antagonista di Tiziana Sala nell’ultima tornata elettorale. Quella volta il risultato fu per la Lega, con Bizzozero che rifiutò alla vigilia del ballottaggio qualsiasi apparentamento. Ora i tempi sono cambiati. Così, pur senza alcun simbolo aggiuntivo sulla lista, il candidato di Lavori in Corso ha annunciato negli ultimi giorni una condivisione della visione della gestione di Cantù con lo schieramento di Antonio Pagani (fuori dai giochi per poche centinaia di voti), che riuniva Pd, Oggi per domani, Italia dei Valori e Partito socialista, e con l’Udc di Ambrogio Molteni.
Escluso appare a questo punto il Pdl di Cantù, che aveva puntato sul candidato Attilio Marcantonio, farmacista cittadino, che al primo turno si è fermato al 15,51%.
Marcantonio ha dato libertà di voto al suo elettorato e proprio questa sacca di voti potrebbe rivelarsi determinante nella sfida a palazzo.
Bizzozero e Molteni si sono appellati anche a chi non ha votato al primo turno, il 39% degli aventi diritto, il 9% in più rispetto al 2007.

Nella foto:
Nicola Molteni
20 maggio 2012

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