A Cantù le “Storie di Cortile” di Andrea Parodi

Doppio appuntamento questo fine settimana con “Storie di Cortile”, la manifestazione itinerante ideata da Andrea Parodi. Questa sera, alle 21, a Cantù in via Brambilla (Cortile de la Cantürina) “I Fili di Dieye. Un viaggio per terra e per mare attraverso le canzoni della Gang”. «La musica serve per sederci intorno al fuoco e tornare umani», così Marino Severini presenta Marenostro, che poeticamente affronta il tema della tragedia senza fine che da anni si manifesta davanti alle nostre coste; una canzone della memoria e del dolore, ma al contempo della speranza. I Gang (nella foto) sono stati i primi a coniugare il rock e la canzone d’autore inventando un genere, il combat folk, figlio dei Clash, della musica irlandese, di Bob Dylan e dei canti di lotta italiani.

Dopo il concerto dei Gang un collegamento con il Senegal e il villaggio di Mbour, dove Dieye è tornata a fine maggio dopo il concerto in suo onore a Como, nato dalla suggestione dal racconto di Elena Razzi del suo cortile multietnico di Figino Serenza.

Sabato 6 luglio, alle 21, alle Corte Castello di Cucciago va invece in scena “La metà della pietra. La sacra ospitalità del Mediterraneo nelle canzoni di Max Manfredi”. Quando Odisseo giunge nell’isola dei Feaci è uno straniero sporco, con le vesti stracciate, ignoto a tutti. Eppure viene accolto nella reggia di Alcinoo come l’ospite più prezioso: lavato, profumato, nutrito di cibo prelibato, dilettato con la poesia. Se di passaggio verso altra terra, per i Greci era importante che l’ospite fosse degnamente accolto, e ricoperto di doni prima di affrontare il nuovo viaggio. Così Max Manfredi, celebrando un tema molto caro agli antichi, canta in Retsina il valore sacro dell’ospitalità.
Maurizio Pratelli

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