Cultura e spettacoli

A Canzo Ghizzoni con “Il cappello del maresciallo”

Esordio nella narrativa
I tic della vita in provincia diventano di nuovo racconto con l’esordio di un narratore di qualità, Marco Ghizzoni. Che ha successo con il suo primo libro, pubblicato da un editore di alto lignaggio come Guanda, Il cappello del maresciallo. Un ritratto inventato ma veritiero non solo del Nord (siamo nel Cremonese) ma dell’Italia tutta, fra gelosie, pettegolezzi e tranelli. Una divertente favola sul potere (non lo fu a suo tempo anche I Promessi sposi?), magistralmente tenuta insieme da un’irresistibile impalcatura di colpi di scena che ha il suo correlativo oggettivo in una nebbia severa, nel «freddo becco» autunnale delle rive del Po. Questo è lo scenario di una scrittura divertita e divertente, fatta di forze dell’ordine pasticcione, figure femminili intriganti (in tutti i sensi), cadaveri che spariscono e giornalisti impiccioni. Ghizzoni è stato lanciato anche grazie al romanziere comasco Giovanni Cocco, e presenterà il suo libro il 10 maggio, alle 18, alla libreria Torriani di Canzo.
«Non mi aspettavo una risposta così pronta dai lettori, dalla stampa e dai librai – dice al nostro giornale Ghizzoni – non nego che mi faccia un piacere indescrivibile».
Come è raccontare la vita di provincia? «La mia è l’unica che conosco, ma parlando con le persone che incontro in giro per le città mi rendo conto che sono tutte uguali: ambizioni apparecchiate sui desideri altrui e prontamente disattese, illusioni, desideri frustrati e gli immancabili favoritismi. Per raccontarla mi basta mettere in scena le vicende quotidiane e lasciare che i personaggi facciano il resto. C’è così tanto materiale a cui attingere, che a volte ho l’imbarazzo della scelta».
Come lavora Ghizzoni, quale è il suo metodo? «Quando mi appresto alla stesura di un nuovo romanzo, scrivo il canovaccio, una traccia della storia e mi fermo a tre quarti. Il finale non lo scrivo mai. Dopodiché, ogni giorno, domeniche e festivi compresi, scrivo almeno due cartelle. Faccio l’agente di commercio, e ogni “buco” della mia giornata lo riempio con i libri, anche due o tre contemporaneamente. Senza lettura non c’è scrittura che tenga. E io sono un lettore onnivoro e appassionato».
E il secondo libro, è già nel cassetto dopo l’esordio così bene avviato? «L’ho terminato prima ancora che uscisse il primo ed è già in mano all’editore – rivela Ghizzoni al “Corriere di Como” – È il secondo episodio della “saga” di Boscobasso, la località dove si svolge Il cappello del maresciallo, con gli stessi personaggi principali e dei nuovi personaggi che ne combineranno davvero delle belle».
Come detto, lo scrittore Giovanni Cocco ha fatto da talent scout. Quale è stato il suo ruolo?
«Decisivo – dice Ghizzoni – Giovanni ha educato la mia scrittura, indicandomi la strada giusta per raggiungere il mio obiettivo».
Domanda d’obbligo a un esordiente di successo in versione cartacea ma anche in ebook: il libro avrà futuro in digitale? «Premetto: come il libro cartaceo, a mio avviso, non ce n’è. Riconosco, però, che sia più facilmente accessibile e abbia un prezzo più contenuto. Di conseguenza, se dovesse servire a rilanciare l’editoria, ben venga l’ebook».

Lorenzo Morandotti

7 maggio 2014

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